Afragola – Nel pieno di una fase amministrativa segnata da gravi criticità nella gestione dei fondi PNRR, sette consiglieri della maggioranza, guidati dal consigliere Affinito, prendono una netta distanza dal Sindaco e dal Segretario Generale, accusandoli di non aver esercitato il proprio ruolo di indirizzo e vigilanza nei confronti di comportamenti opachi, impropri e – in alcuni casi – al vaglio della magistratura.
Da mesi, nel Consiglio comunale e con atti formali indirizzati direttamente al vertice burocratico dell’Ente, sono state sollevate questioni gravi e circostanziate. Si è chiesto conto di decisioni discutibili, di atti amministrativi dai profili ambigui, di comportamenti che hanno generato allarme non solo tra i consiglieri ma anche tra i cittadini. A fronte di queste richieste, però, la risposta è stata il silenzio. Nessun intervento, nessun provvedimento, nessuna parola pubblica di censura o di presa di distanza. Un’omissione che pesa.
Per Affinito e gli altri sei consiglieri, questo atteggiamento rappresenta una vera e propria resa delle istituzioni. Né il Sindaco né il Segretario Generale hanno ritenuto di dover intervenire per stigmatizzare condotte gravi, poste in essere da dirigenti e funzionari i cui atti oggi sono attenzionati anche dagli organi inquirenti. Una gestione dell’amministrazione pubblica che abdica a ogni funzione di controllo e che tradisce il principio della responsabilità politica.
La città, oggi più che mai, ha bisogno di chiarezza. Non può esserci ambiguità quando si tratta di difendere la trasparenza dell’azione amministrativa. Parte della maggioranza non intende restare inerte né avallare con il proprio silenzio un sistema che continua a proteggere chi ha agito in modo opaco, bizzarro e in alcuni casi addirittura scellerato.
L’inerzia, in questo contesto, non è più neutrale: diventa complicità. E chi ha scelto il silenzio – ammonisce Affinito – deve assumersene la responsabilità politica e istituzionale.
La presa di distanza non è un atto di rottura, ma di verità: chi fa politica, chi ha un ruolo pubblico, ha il dovere morale e civile di dire da che parte sta. Soprattutto quando si tratta di denunciare atti bizzarri, scellerati, e di chiarire che non si è solidali con chi li ha compiuti. I perseverare dell’inerzia segnerà la fine dell’esperienza amministrativa.