Afragola – Nella seduta del Consiglio comunale del 22 luglio, il Dirigente pro tempore del settore PNRR ha pubblicamente scaricato sul Direttore dei Lavori – suo stretto collaboratore e funzionario “solidale” – la responsabilità della verifica dei materiali impiegati negli interventi del Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare (PINQuA).
Il Dirigente ha dichiarato l’esistenza di verbali di accettazione dei materiali e di conformità al progetto esecutivo. Se esistenti, tali documenti escluderebbero la necessità di una variante perché non ci sarebbero state criticità circa la realizzazione delle opere almeno fino al maggio del 2025. Ma tali verbali non risultano mai messi a disposizione della consigliera comunale Marianna Salierno, nonostante una formale richiesta di accesso agli atti presentata a metà aprile dove se ne faceva espressa richiesta..
Lo stesso Dirigente ha tuttavia sostenuto l’esigenza di una variante, approvata a fine giugno, resasi – a suo dire – necessaria perché il progetto, costato 800.000,00 € e pagato proprio dal medesimo dirigente, non avrebbe tenuto minimamente conto di alcune presunte criticità nella scelta dei materiali. Criticità che, a un’analisi tecnica, appaiono del tutto infondate. Di fatto, il progetto esecutivo non è mai stato attuato, sostituito da scelte operative delle quali non è chiaro chi le abbia decise né quando siano state assunte.
A ciò si aggiunge una contraddizione lampante: se davvero esistessero verbali attestanti la conformità dei materiali al progetto esecutivo, non si comprende come gli stessi possano risultare “conformi” anche a una successiva variante che ne prevedeva la sostituzione con altri materiali, diversi sia per tipologia che per posa in opera da quelli originariamente previsti e mai installati in cantiere.
Le verifiche, infatti, indicano che i pannelli corazzati non sono stati montati, nonostante risultino come presenti e certificati secondo quanto dichiarato dal dirigente in consiglio comunale. Un’anomalia che apre due scenari inquietanti: o si è certificata la conformità di qualcosa che non esiste, o si è dichiarata l’esistenza di certificazioni inesistenti.
Tali incongruenze, che investono direttamente obblighi di trasparenza e norme del Codice dei Contratti Pubblici in materia di verifica e collaudo, hanno già spinto consiglieri comunali e parlamentari a chiedere un’immediata e approfondita indagine, parlando apertamente di possibili responsabilità penali e contabili nella gestione dei fondi PNRR e l’accesso alla documentazione da parte degli inquirenti ne suggerisce che le cose non sono del tutto chiare.