Afragola – La crisi che attraversa la maggioranza in consiglio comunale non è più soltanto un malessere latente, ma un nodo politico che si stringe ogni giorno di più. Dichiarazioni, fratture insanabili e, sullo sfondo, la richiesta incessante di un azzeramento della giunta hanno messo a nudo un’amministrazione che appare sempre più ripiegata su sé stessa. Resta l’eco sordo della gestione del PNRR: varianti ritenute ingiustificate, materiali di dubbia efficacia e, soprattutto, la perdita di finanziamenti che avrebbero potuto rappresentare un’occasione storica per la città. A complicare il quadro, l’imbarazzante — quanto improbabile — lettera di dimissioni del dirigente PNRR, che ha provato, come già aveva tentato di fare in consiglio comunale, a lavarsene le mani scaricando ogni responsabilità sull’attuale amministrazione.
È in questo scenario logorato, che va avanti ormai da giorni, che maturano le grandi manovre in vista delle elezioni regionali. Un terreno che, più che mai, sembra diventare il riflesso delle tensioni interne al consiglio comunale. Nel Partito Democratico si fa strada con insistenza la candidatura del dottor Francesco Zanfardino, presidente del PD di Afragola, caldeggiato dall’onorevole Sarracino: un nome che, se confermato, aprirebbe una seria riflessione all’interno del PD e, subito dopo, nell’intero centrosinistra su cosa si voglia mettere in campo elettoralmente prima e politicamente poi, in vista delle prossime elezioni comunali.
Nel campo del centrosinistra, la mancata costituzione della lista di +Europa apre la strada a Raffaele Mosca, probabile candidato nella lista Fico Presidente: una soluzione che nasce più da una necessità di collocazione che da una visione politica ampia e condivisa. La lista +Europa, di sicuro, sta stretta a Mosca, ma la lista di Fico è una macchina da guerra dalla quale uscire richiede un enorme dispiegamento di risorse e uomini.
Con Fico Presidente il M5S ha strada facile: “uno vale uno”, e di sicuro “uno vale l’altro” anche nelle preferenze. Bisogna solo aspettare.
Con la visita alla Masseria Ferrajoli sbarca ufficialmente ad Afragola l’ex sindaco di Ercolano, Ciro Buonajuto, che aveva già espresso un certo interesse per il nostro territorio con la sua ammonizione, quale membro dell’ANCI, sulla vicenda incresciosa accaduta nell’audizione in Commissione Lavori Pubblici e Territorio, che vide coinvolti imprenditori e dirigente PNRR. Per alcuni un’invasione di campo, per altri l’occupazione di uno spazio politico vuoto da colmare con una proposta nuova, a medio e lungo periodo.
Vecchi amori in via di riavvicinamento con l’onorevole Mario Casillo e l’onorevole Lello Topo, che da politico navigato il primo e da buon figlio di dorotei il secondo, non mancano di fare scouting tra le varie componenti di destra, sinistra e centro della nostra comunità.
Decisamente più complesso, invece, lo scenario nel centrodestra. Da un lato prende corpo l’ipotesi di una corsa a due con Rostan ed Esposito. La Lega, infatti, vorrebbe concentrare i voti proprio sulla coppia Rostan–Esposito, sostenuta dall’onorevole Castiello. Ma dietro la facciata dell’unità si nascondono distinguo e rivalità, con consiglieri pronti a usare le regionali come palestra per misurare il proprio peso specifico. La storia è fatta anche di questo.
Dall’altro fronte, in Fratelli d’Italia si delinea la candidatura di bandiera del presidente del consiglio comunale, Biagio Castaldo, a sostegno di Ira Fele, moglie del parlamentare Michele Schiano, responsabile provinciale. La candidatura e l’eventuale raccolta di consensi servirebbero a cristallizzare la sua leadership nel partito di maggioranza relativa nazionale, che qui in città non riesce a compiere un vero e proprio salto di qualità (politico, sia chiaro).
Così Afragola entra nella partita regionale in ordine sparso, con un mosaico di ambizioni personali rese ancora più fragili da una maggioranza comunale logorata. Un contesto che rischia di trasformare le elezioni non in un’occasione di rilancio, ma in un’ulteriore prova di divisione.
E mentre i nomi si moltiplicano e le correnti si contano, resta in sospeso una domanda: Giustino, finora regista delle vicende consiliari, deciderà di misurarsi in prima persona con una sua candidatura? (continua…)