Afragola . Si dimette da tutti gli incarichi l’ex direttore dei lavori del programma PINQuA, che lascia contestualmente anche la direzione operativa delle commesse in corso e la direzione dei lavori al Castello, assunta a copertura di coloro che avevano dichiarato falsamente di possedere i titoli per esercitare la professione di Architetto.
Le dimissioni seguono la linea tracciata dal dirigente “pro tempore” del PNRR, Michele Punzo, con cui l’ex direttore ha condiviso non solo il percorso professionale da solidale, ma anche le motivazioni della scelta: un presunto stress psicologico, maturato – secondo i protagonisti – in conseguenza delle continue sollecitazioni dei consiglieri comunali e degli organi di stampa.
In realtà, la sensazione diffusa è che a pesare maggiormente siano stati gli accessi e le verifiche avviate dagli organi inquirenti sui cantieri in corso. Un sistema che, a quanto emerso dalle stesse dimissioni, era stato costruito intorno a una fitta rete di varianti e controvarianti, oggi messo seriamente in discussione dalla stampa e dai gruppi consiliari di maggioranza e opposizione.
Eppure, quando si è trattato di assumere incarichi di direzione lavori per appalti milionari – in particolare per i PINQuA o il Castello 15milioni circa – senza un adeguato curriculum professionale, capacità tecnica ed economica, senza assicurazione professionale e persino senza alcun titolo professionale (come nel caso della Pianificatrice), nessun dubbio e nessuna esitazione sembravano affiorare. Li bastavano le “rassicurazioni”, le “coccole”.
Le ansie, le notti insonni e i turbamenti sono arrivati soltanto dopo: quando la stampa ha sollevato i primi scandali, quando gli organi inquirenti hanno iniziato a porre domande, quando il vaso di Pandora si è definitivamente aperto.
Quella che oggi viene raccontata come “ansia” o “stress psicologico” ha un nome preciso: paura.
La paura di un “sistema” che sta crollando.
E sempre oggi, per mera coincidenza – e la parola coincidenza dovrebbe far riflettere – arrivano anche le dimissioni del consigliere comunale Franco Fusco, dalla Presidenza della Quarta Commissione, quella che si occupa, sempre per coincidenza del PNRR. Una presidenza spesso criticata per mancaza di capacità dagli stessi commissari, soprattutto per la gestione di uno degli episodi più gravi: quando, sotto i suoi occhi, quelli del dirigente PNRR, quelli del direttore dei lavori dei Pinqua e suo “solidale”, assistettero alla richiesta di denaro da parte dell’impresa dei lavori che poi si è scoperto aver presentato una polizza fideiussoria falsa per ottenere un’anticipazione, aver prodotto varianti in sanatoria per lavori che stavano già svolgendosi. Lavori sottoscritti dal Direttore dei Lavori come a farsi, lavori sui quali si sono aperte diverse inchieste e fatte diverse interrogazioni parlamentari.
Solo oggi, tardivamente per noi, e sempre “per coincidenza”, giunge la lettera di dimissioni del consigliere Fusco. Con una differenza sostanziale: almeno lui, forse perché non poteva permettersi altro, ha avuto la decenza di motivarle per ragioni professionali, e non con la formula ormai abusata del “danno psicologico”.
Chiamatela per nome: chiamatela PAURA!