Afragola – Prima della scadenza entro la quale o si ritirano le dimissioni o si va a casa, il primo cittadino si prepara a porre rimedio a quella che resta la mossa politica più fallace di questa amministrazione, l’improvvido tentativo di mantenere compatta la maggioranza intorno al presidente del consiglio Biagio Castaldo, poi sfiduciato dall’assise e infine “congelato” dal Tribunale amministrativo.
La strada che si profila è quella di una giunta tecnica, chiamata a garantire l’ordinario nel periodo che precede le elezioni regionali. Dopo il voto, con i pesi politici ridefiniti dalle preferenze espresse per i candidati al consiglio regionale, si capirà se la maggioranza potrà ritrovare un equilibrio o se imploderà definitivamente.
È questo il clima che oggi distrae i consiglieri comunali, più concentrati sulle dinamiche elettorali che sulle questioni della città. Una pausa utile, tattica, forse necessaria, per chi oggi ha bisogno di raccogliere consenso piuttosto che consumarsi nella guerra interna per le poltrone.
Il sindaco, dal canto suo, potrà contare almeno fino alle festività natalizie su un periodo di relativa calma, un tempo che gli consentirà di riflettere sulle scelte e sulle alleanze che lo hanno condotto a questo stallo.
Nel frattempo va riconosciuta la responsabilità del consiglio comunale che, nell’ultima seduta (senza sindaco e senza presidente eletto), ha approvato alcuni debiti fuori bilancio derivanti da sentenze e il bilancio consolidato 2024.
Sul fronte giudiziario la magistratura appare procedere spedita sul fronte PNRR , e le inchieste in corso rischiano di scuotere la scena politica. Afragola resterà ancora sospesa, in bilico tra la speranza di un risveglio e l’inerzia di un sistema che sembra ormai abituato al proprio declino.