Ad Afragola si scava: da una parte si trova una civiltà antica, dall’altra i rifiuti tossici del PNRR.

Afragola – Per oltre due anni finti architetti sono stati profumatamente pagati dal Comune, con i fondi del PNRR con la complicità di chi avrebbe dovuto controllare titoli e requisiti e non lo ha fatto. Godendo anche degli incentivi che per funzioni cha non avrebbero potuto avere. Anche dopo le segnalazioni dell’Ordine degli Architetti che insistentemente ed inutilmente hanno chiesto spiegazioni al Sindaco, nonostante le interrogazioni consiliari dei consiglieri comunali del M5S e perfino le richieste di accesso agli atti dei consiglieri di maggioranza alle quali non si è mai dato seguito, tutto è stato inghiottito dal solito muro di gomma: si finge di ascoltare, ma nulla viene affrontato.

Le denunce partono da più parti anche da alcuni professionisti, ma l’Ufficio Personale sceglie la via più comoda: fare le orecchie da mercante. Invece di segnalare l’esercizio abusivo della professione e le dichiarazioni mendaci rese nelle domande concorsuali alla Procura della Repubblica previo licenziamento, si attivano procedure anomale, costruite per perdere tempo, non per chiarire e ripristinare la legalità.

Anomali sono anche i concorsi di stabilizzazione successivi, gestiti da commissioni fedelizzate al sistema associativo e intimidatorio. Ed infatti i primi diventano ultimi perché considerati non allineati al sistema. Le carte lo dicono senza bisogno di interpretazioni: un commissario ammette di prendere “indicazione dall’amministrazione”, sia per convivenza al sistema sia per evitare rappresaglie nel prossimo concorso gestito dall’ente, quello in cui dovrà essere secondo i bene informati assunta la figlia.

Il metodo è sempre lo stesso: punire chi non si piega, soprattutto quando mette in discussione gli affari costruiti attorno ai fondi del PNRR. Allora una laurea presa all’ex Istituto Iervolino in un anno vale più di un Dottorato di Ricerca. E sulla via dei tratturi le “capre” , guidate dal buon pastore avanzano nella transumanza.

Nel settore dei lavori in corso del PNRR il quadro è persino più grave. Direttori dei lavori che si fanno redigere la contabilità dalle imprese; errori macroscopici come fondazioni sbagliate coperti in silenzio; nessuna valutazione dei rischi di crollo delle strutture durante i lavori; anzi si chiede ai funzionari di soprassedere per raggiungere gli “obbiettivi”. Queste erano le “indicazioni operative” impartite ai funzionari più diligenti… diligenti verso il sistema, non verso la legge. Riunioni nelle quali si chiedeva di tenere fuori i telefoni.

Un contesto che ha prodotto perfino danni biologici ad alcuni degli operatori coinvolti, uno dei quali non ha retto allo stress e alla pressione, dimettendosi da tutti gli incarichi di direttore dei lavori.

Nemmeno lo scioglimento del Consiglio comunale, provocato dalle dimissioni di massa, è stato sufficiente a interrompere questo meccanismo. L’intimidazione sulla città continuava a essere esercitata da figure “dominus” delle attività o dai loro , che ostentavano la loro presenza in strada violando le misure cautelari a cui erano destinati in seguito a condanne definitive passate in giudicato. Un messaggio chiarissimo a tutti: il sistema è ancora lì.

“La politica sapeva tutto.”

Così parlò, in un Consiglio comunale ad occhi e microfoni aperti, l’ex dirigente PNRR, utilizzato poi come capro espiatorio e scaricato dall’amministrazione. Parole confermate nella sua successiva lettera di dimissioni, in cui denunciava pressioni della politica sul suo operato, finanche nelle scelte tecniche.

Il dirigente è stato poi sostituito dal decano dei lavori pubblici, che in piena continuità agli interessi del sistema ha permesso che le opere proseguissero per mesi senza la direttore dei lavori prevista per legge per controllare i lavori, pur di non danneggiare le imprese e accelerare l’emissione dei SAL. Una gestione che ha violato più volte le procedure ANAC e ministeriali.

Ma si sa: siamo tutti padri di famiglia, e nessuno più di lui sa come il sistema punisce chi gli si mette contro, soprattutto quando si tratta di concorsi pubblici a cui si deve partecipare.

Questo è il quadro che emerge dal copioso dossier che, di qui a qualche giorno, ci dicono verrà depositato sul tavolo della Procura.. vi terremo come sempre aggiornati.

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