Afragola – I lavori si fanno. Si seguono. Si completano. E solo dopo, molto dopo, arriva la perizia di variante.
Non per affrontare l’imprevisto, ma per mettere una pezza amministrativa a ciò che è stato realizzato fuori progetto.
È questo il metodo che emerge, con sempre maggiore chiarezza, dagli atti relativi agli interventi PNRR nel Comune di Afragola. Un metodo ormai strutturato, reiterato, normalizzato. Un metodo che nulla ha a che fare con la corretta gestione dei lavori pubblici e molto con una prassi che trasforma la variante in uno strumento di sanatoria postuma.
La perizia di cui parliamo vale quasi 80.000 euro lordi di lavori. Una cifra tutt’altro che marginale. E soprattutto una cifra che si colloca in piena continuità con le metodologie della precedente gestione dirigenziale pro tempore, quella della corsa alla spesa, della chiusura forzata dei quadri economici, dello sperpero di risorse pubbliche mascherato da efficienza amministrativa.
Il cambio al vertice non ha prodotto alcuna discontinuità.
Piuttosto, ha assunto le sembianze di un passaggio di testimone: dal dirigente uscente al successore, formalmente nuovo ma veterano del “sistema” dei lavori pubblici ad Afragola, cresciuto dentro le stesse logiche, le stesse consuetudini, gli stessi automatismi che oggi continuano a generare atti tardivi e varianti fotocopia.
Basta leggere la delibera del 18 dicembre per capire di cosa stiamo parlando.
Tra i lavori definiti “imprevisti e imprevedibili” compaiono pluviali, intonaci e una recinzione.
Pluviali, come se l’edificio fosse stato progettato ipotizzando che ad Afragola non piovesse.
Intonaci, elementi primari dell’organismo edilizio, non certo eventi eccezionali.
E poi la recinzione. Qui l’imprevedibilità sfiora il grottesco: una recinzione dell’asilo nido realizzato all’interno di un’area già recintata, quella dell’istituto comprensivo. Una matrioska di recinzioni, utile solo a una cosa: spendere fino all’ultimo centesimo del finanziamento disponibile.
Il quadro diventa ancora più serio se si considera che l’asilo nido, collocato all’interno della scuola “Europa Unita”, è stato affidato senza che l’opera risultasse collaudata.
E che proprio su quell’edificio erano già emersi gravi dubbi tecnici, in particolare sulle fondazioni, ampiamente documentati nei nostri articoli precedenti. Dubbi mai chiariti, mai affrontati nel merito, semplicemente sepolti sotto il peso degli atti amministrativi.
È proprio questa scuola che l’ex sindaco Antonio Pannone portò in visita istituzionale, meno di un anno fa, al Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara a glorificare il lavoro svolto dalla sua amministrazione sorvolando sull’interdizione antimafia ricevuta dalla ditta esecutrice.
Una passerella rassicurante, una fotografia spendibile, oggi in stridente contrasto con ciò che emerge dalle carte: lavori non collaudati, perizie postume, fondazioni controverse, e una gestione complessiva più attenta alla contabilità che alla sicurezza e alla qualità dell’opera pubblica.
Non è finita qui.
L’azienda consortile a cui il dirigente ha consegnato le chiavi della scuola lo ha fatto senza collaudo, assumendo la disponibilità dell’immobile in assenza di una verifica finale regolare. La stessa azienda, oggi, si appresta a bandire nuovi concorsi per l’assunzione di personale con qualifiche ad oc.
E mentre formalmente tutto procede secondo rito, nei corridoi del “sistema” qualcuno già scommette sull’esito.
Come in una corsa truccata, c’è chi indirizza gli scommettitori verso una vincitrice data per certa, una “figlia d’arte”, indicata come sicura prima ancora che la gara abbia inizio.
Non è una voce isolata. È il clima.
È il sintomo di un ambiente amministrativo in cui la fiducia nella neutralità delle procedure pubbliche è talmente compromessa da lasciare spazio al pronostico, alla previsione ufficiosa, alla rassegnazione preventiva.
A confermare che la vicenda ha ormai superato i confini locali, proprio oggi, sabato, il deputato Francesco Emilio Borrelli si è recato personalmente ad Afragola, nel quartiere delle Salicelle, accompagnato dal verde Salvatore Iavarone, per verificare direttamente quanto sta accadendo.
Il sopralluogo ha riguardato sia il cantiere PINQuA, sia la vicenda dell’asilo nido all’interno della Scuola Europa Unita dove ha potuto accertare che i lavori erano già stati svolti prima della loro definitiva approvazione come previsto per norma. Al termine della visita, il deputato si è impegnato a presentare nei prossimi giorni un esposto al Prefetto, riservandosi di procedere in tutte le sedi competenti, chiedendo di accertare la gestione complessiva dei cantieri PNRR, con particolare riferimento all’uso disinvolto delle varianti e alla superficialità procedurale che ha interessato anche i cantieri PINQuA, Castello e Scuola Marconi.
Quando i lavori si fanno prima, le varianti arrivano dopo, le scuole vengono consegnate senza collaudo e i concorsi sembrano già scritti premiando i solidali al sistema “indicati dall’amministrazione”, non siamo davanti a singole anomalie. Siamo davanti a un modello amministrativo. Un modello che oggi è sotto gli occhi di tutti.
E che difficilmente potrà continuare a sopravvivere nell’ombra.
Afragola – Il deputato Borrelli interviene sui lavori PNRR.