Afragola – il Sindacato diserta il tavolo: via il “sistema” dai concorsi.

Afragola – il CSA deserta l’incontro: “Avevamo chiesto chiarimenti sulla metodologia delle scelte delle commisioni concorsuali e sul perchè, contrariamente a quanto preannunciato, si è poi deciso di rifare le commissioni interne e al tavolo ci saremmo trovati gli stessi dirigenti che avrebbero occupato quei posti”.

L’incontro non si è mai aperto. Il tavolo convocato dal commissario prefettizio resta vuoto, segnato dall’assenza più pesante: quella del sindacato CSA, che sceglie di disertare. Una scelta tutt’altro che rituale, profondamente politica, maturata dopo settimane in cui il tema dei concorsi ha smesso di essere una questione interna per trasformarsi in un fatto pubblico.

Al centro, ancora una volta, le procedure selettive. Non più semplicemente contestate, ma ormai fuori da ogni logica di correttezza formale. Le stabilizzazioni PNRR, i concorsi nell’Azienda Speciale, l’anomalo scorrimento delle graduatorie dell’Ente da e verso altri comuni del casertano, le progressioni verticali, la distribuzione degli incentivi: episodi diversi che, letti insieme, restituiscono un’unica traiettoria. Metodologie opache, criteri indecifrabili, esiti che sembrano scritti prima ancora di essere determinati. Un’anomalia talmente evidente da aver attirato l’attenzione degli inquirenti, che oggi stanno passando al vaglio quelle procedure.

Non è un dettaglio. È il punto.

Perché quando un sistema di selezione pubblica finisce sotto osservazione giudiziaria, il problema non è più l’errore, ma la struttura stessa del sistema. E infatti non è un caso che anche l’operato dei membri delle commissioni, che negli ultimi mesi hanno gestito e condotto i concorsi, sia diventato oggetto di attenzione da parte dell’autorità giudiziaria, a seguito di esposti che hanno messo in fila anomalie, sovrapposizioni, incongruenze. Così come la lettura di dimissioni, con motivazione diverse, che piovono da qualche mese tra dirigenti, commissari di concorso, funzionari impegnati proprio in quelle procedure.

Ma il quadro si fa ancora più netto quando si guarda ai vincitori. Non singoli casi, ma una tipologia che si ripete: figli di dirigenti partecipare e risultare primi basandosi solo sulla prova concorsuale (quella a discrezionalità della commissione), dove titoli e lauree contano poco, proprio perchè sono oggettive. Sette lauree non bastano per essere ritenuti meritevoli, magari un occhiolino durante il colloquio..

E non finisce qui. Accade che chi presiede commissioni concorsuali, stabilendo criteri e orientando esiti, si ritrovi poi, senza soluzione di continuità, a partecipare a selezioni bandite da aziende speciali riconducibili allo stesso perimetro amministrativo. Gli stessi soggetti che decidono diventano candidati. Gli arbitri scendono in campo. E il campo è sempre lo stesso.

l’anomalia avviene ed accelera durante la gestione commissariale del Comune. In una fase che dovrebbe garantire rigore, discontinuità, ripristino delle regole. E invece consegna l’immagine di un sistema che continua a replicarsi, impermeabile anche a una condizione straordinaria. un accelerazione anomale che dovrebbe non indignare ma almeno insospettire il Commissario proprio alla luce di un altrettanto, seppur legittima, candidatura dell’ex dirigente al personale del Comune di Afragola alla carica di Sindaco. Solo una coincidenza.

In questo contesto, la scelta del sindacato CSA assume un significato preciso. Non partecipare a un incontro costruito per diluire, più che per chiarire. Non legittimare un tavolo dove siedono sigle prive di reale rappresentanza nelle RSU e presenze che confondono il confine tra controllori e controllati. Disertare per non essere parte di una scenografia. al tavolo, infatti,si sarebbero seduti gli stessi membri delle future commissioni: i dirigenti dell’ente.

Perché qui non si tratta più di episodi isolati. È un sistema.

Un sistema in cui i nomi dei vincitori circolano prima delle prove e poi trovano conferma. In cui le graduatorie non selezionano, ma assegnano. In cui, mentre vengono scavalcati candidati collocati ai primi posti per titoli certificati da università pubbliche e competenze verificabili, avanzano profili ambigui che rimandano a inquietanti scenari e legami.

Vengono premiati soggetti funzionali al sistema, definiti veri e propri “sabotatori” del sistema informatico finanziario, portatori di titoli dozzinali e talvolta addirittura inesistenti.

E tutto questo avviene sotto lo sguardo della dirigenza dell’ufficio personale: uno sguardo che appare, a tratti, distratto; a tratti, colpevolmente lento. Le verifiche arrivano tardi, quando arrivano. Solo ad altri viene lasciato il compito di mettere ordine nelle cose licenziando chi i titoli non li aveva e evidenziando condotte pericolose per il funzionamento della macchina comunale. Ma nel frattempo le graduatorie scorrono, gli incarichi si consolidano, le posizioni si cristallizzano.

Il punto, ormai, è uno solo: quando le procedure pubbliche smettono di essere trasparenti, diventano strumenti. E quando diventano strumenti, smettono di selezionare e iniziano a distribuire.

Ed è esattamente questo che oggi nessuno ha voluto affrontare. la scelta del sindacato è una vera è propria denuncia verso un sistema che deve trovare un argine attraverso un azione chiara, limpida.

Lascia un commento