Afragola – La storia ad Afragola sembra sempre la stessa. Quando vince il centrosinistra, improvvisamente spuntano ombre, insinuazioni, fantomatici sistemi criminali, voti comprati e democrazie alterate.
Successe già dopo la vittoria di Mimmo Tuccillo contro Antonio Pannone. Da quel giornale vicino al mentore politico, che in quel periodo si trovava agli arresti domiciliari, venne fuori la famosa teoria del “giovedì nero”. Un racconto tossico costruito su sospetti, allusioni e presunti voti della camorra che avrebbero drogato il consenso elettorale.
Ma poi la realtà ha raccontato un’altra storia. Nelle dichiarazioni si parlava di 10.000 voti gestiti tutti concentrati a San Marco, tutti concentrati su Tuccillo. Solo che in quei seggi non votarono neanche 3.000 persone e li aveva vinto Pannone il quale aveva addirittura ribaltato il risultato del primo turno.
Mimmo Tuccillo, estraneo ai fatti, concluse regolarmente il proprio mandato amministrativo senza alcuna interruzione. Nessun arresto. Nessun terremoto giudiziario. Nessuna fine anticipata della consiliatura.
Diversamente dal suo predecessore. Perché il vero “giovedì nero” qualcuno lo ha vissuto davvero. E lo ha vissuto il 13 maggio di 16 anni fa, tra arresti, processi durati oltre dieci anni e qualche condanna definitiva per bancarotta fraudolenta e autoriciclaggio.
Eppure oggi il copione si ripete identico.
Dopo la sconfitta della dottoressa Iroso si torna a parlare di brogli, di voto alterato, di schede ballerine. Sempre con lo stesso schema: se vince il Campo Largo allora bisogna insinuare che dietro ci sia qualcosa di sporco. Giusto per dare un senso alla sconfitta.
Noi invece vogliamo vederci chiaro davvero. Tanto è vero che siamo stati i primi a denunciare quelle imbarazzanti passeggiate, quelle visite nei comitati elettorali, quelle fotografie poi frettolosamente cancellate dai social, e quegli sgombri dei comitati elettorali abusivi eseguiti solo successivamente al nostro post. Immagini che oggi sembrano certificare esattamente ciò che sarebbe accaduto nel seggio 10 e sottoscritto nelle “Schede Ballerine”.
Ed è per questo che lanciamo una sfida pubblica.
Ai sedicenti giornalisti indipendenti, quelli che fanno il voto disgiunto perché hanno i contratti disgiunti, diciamo: visto che avete prontezza delle schede ballerine, pubblicate i nomi presenti sulle famose schede del seggio 10 oggetto di indagine.
Dite agli afragolesi chi compare su quelle schede. Il nome di quale scandidato sindaco e quale consigliere.
Perché esiste un particolare che qualcuno finge di non vedere: eventuali irregolarità non necessariamente favoriscono chi vince. Potrebbe essere esattamente il contrario.
Potrebbe anche emergere che il vero tentativo disperato sia stato quello di non perdere. Vincere a tutti i costi. Anche quando il consenso non basta più.
Ed è per questo che attendiamo serenamente il lavoro della magistratura. Ma nel frattempo chiediamo una cosa semplice: Fuori i nomi. Fuori le schede. Fuori la verità. Noi non abbiamo paura del fango, anzi, vogliamo vederci chiaro sempre. Noi non facciamo finta di dimenticare ciò che è successo, ciò che non è successo, noi andiamo sempre fino in fondo. Dite i nomi del sindaco e dei consiglieri coinvolti nelle schede ballerine, avete addirittura le foto. Non potete sbagliare.
Afragola – “Schede Ballerine”, quando i brogli sono il disperato tentativo di non perdere