Afragola – Castaldo si sfila dal Sistema: Abbiamo perso per colpa vostra.

Afragola – Con la conclusione dei festeggiamenti di Sant’Antonio possiamo finalmente dichiarare terminato anche il lungo periodo di tutoraggio processionale dell’ex sindaco Antonio Pannone nei confronti del neo sindaco Gennaro Giustino.

Per settimane abbiamo assistito a una sorta di corso accelerato di rappresentanza istituzionale applicata alle feste religiose: ingresso dei santi, uscita dei santi, processioni, celebrazioni, saluti, strette di mano e presenze pubbliche. Un vero e proprio affiancamento sul campo, quasi un passaggio di consegne permanente tra vecchia e nuova amministrazione.

Mentre si concludeva questo curioso e imbarazzante percorso formativo, nel centrodestra si apriva invece una discussione molto più interessante.

Il consigliere Biagio Castaldo, che resta il candidato più votato dell’intero schieramento di centrodestra, ha affidato ai social una riflessione che, pur utilizzando toni istituzionali, contiene un messaggio politico piuttosto chiaro.

Castaldo non parla semplicemente di riorganizzazione. Parla della fine di un ciclo politico. In pratica: “È stato un piacere ma abbiamo perso per colpa vostra! Da domani ognuno per la sua strada” E non ha tutti i torti anche se più che colpa noi ipotizziamo un dolo ma è un’altra storia.

E quando un esponente che raccoglie il maggior consenso personale all’interno della coalizione sostiene che un ciclo si è chiuso, è difficile fingere di non capire a chi sia indirizzata l’analisi.

Perché la domanda è semplice.

Se una coalizione governa per anni e poi perde le elezioni, chi deve interrogarsi sulle ragioni della sconfitta?

Gli elettori? Gli avversari?

Oppure coloro che quella coalizione l’hanno guidata, organizzata e rappresentata per oltre un decennio?

Evidentemente qualche problema esiste. Perché una coalizione può perdere una volta per caso.

Quando però la sconfitta arriva dopo anni di governo e dopo una campagna elettorale costruita sulla continuità amministrativa, il problema diventa inevitabilmente politico.

Si continua a richiamare il PUC come il grande risultato dell’ultima stagione amministrativa.

Eppure il giudizio finale, in democrazia, spetta sempre agli elettori.

E gli elettori hanno deciso di non premiare molti dei protagonisti di quella stagione. Neanche coloro che ne portassero il nome.

Non hanno premiato diversi amministratori. Non hanno premiato diversi assessori. Non hanno premiato molte delle figure che avrebbero dovuto rappresentare la continuità e il collante di quel modello politico.

La stessa candidatura di Alessandra Iroso appariva a molti come il tentativo di dare continuità a quell’impostazione amministrativa e politica. Anche quel progetto non ha prodotto il risultato sperato.

Per questo appare singolare la successiva comparsa di una nota attribuita genericamente alle “forze politiche del centrodestra di Afragola”.

Una nota che suona quasi come un appello imbarazzante a non apparire divisi che compare sui giornalini locali senza firme. Senza simboli. Senza sottoscrittori. Senza indicazione dei responsabili.

Senza che sia possibile comprendere chi abbia effettivamente deciso di parlare a nome dell’intera coalizione.

Chi parla?

Forza Italia? La Lega? Fratelli d’Italia? Tutti insieme? Solo alcuni? Una riunione? Un coordinamento? Un gruppo WhatsApp? Una commissione intergalattica? Impossibile saperlo.

Il comunicato richiama continuamente il centrodestra, ma evita accuratamente di spiegare chi siano i soggetti che lo sottoscrivono.

Più che una nota politica sembra un messaggio proveniente dalla Repubblica Galattica di Star Wars: tutti ne parlano, nessuno sa chi l’abbia firmato.

Eppure proprio questa vicenda racconta molto più di quanto si voglia ammettere.

Perché mentre una parte del centrodestra continua a discutere di leadership, coordinamenti e comunicati anonimi, la città sembra aver già aperto una fase diversa.

Le elezioni si possono perdere. Capita.

Ciò che non dovrebbe accadere è perdere le elezioni e continuare a non comprendere perché si sono perse. Magari mascherandosi da chierichetti nella speranza di essere dimenticati di quando a quel sistema si era organicamente clericali.

Il rischio oggi è essere irrilevanti. In maniera imbarazzante.

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