Afragola – PNRR il 30 giugno scadono i termini per la consegna delle opere. I ritardi (ci) costeranno caro.

Afragola – Per qualcuno la vittoria del centrosinistra, più che una sconfitta, è suonata come: «Speriamo che adesso si calmino». Senza sapere che adesso si inizia.

Perché mandare a casa un sistema trova compimento soltanto quando si riesce a sanificare anche la macchina amministrativa, i suoi ingranaggi, le sue incrostazioni, gli inquietanti rapporti costruiti negli anni tra politica, amministrazione e apparati di potere.

Mentre la città era chiamata alle urne, mentre si discuteva del futuro di Afragola, qualcuno sembrava essere impegnato soprattutto a mettere in sicurezza il proprio sistema di relazioni, a blindare posizioni, a sistemare fedelissimi, ex assessori, parenti, creditori e soggetti ritenuti vicini ad un modello di gestione del potere che oggi appare sempre più sotto la lente dell’opinione pubblica.

Eppure, invece di mettere a posto la propria prole avrebbero fatto meglio a curare gli interessi dell’ente.

Perché adesso il tempo è scaduto.

Tra pochi giorni terminerà definitivamente la stagione del PNRR e il rischio che alcune opere possano presentare criticità sotto il profilo del completamento, della rendicontazione o della conformità agli obiettivi finanziati non può più essere ignorato o nascosto dietro rassicurazioni di circostanza.

I casi del PINQuA e del Castello Angioino rappresentano soltanto la punta dell’iceberg di un quadro che appare sempre più inquietante. Da un lato le criticità tecniche, le varianti, le anomalie e le numerose questioni emerse nella gestione degli interventi; dall’altro vicende legate ad incarichi, requisiti professionali e modalità di gestione amministrativa che hanno già alimentato polemiche, esposti e richieste di accertamento.

Nel caso specifico del programma PINQuA, numerose criticità erano state pubblicamente evidenziate già nei mesi scorsi dall’allora consigliere comunale di opposizione Gennaro Giustino, da Antonio Caiazzo, da Marianna Salierno, Antonio Iazzetta e da esponenti parlamentari quali Francesco Emilio Borrelli, insieme all’assessore del Comune di Casoria Salvatore Iavarone e al parlamentare del Movimento 5 Stelle Pasqualino Penza con numerose interrogazioni parlamentari. Le contestazioni riguardavano soprattutto alcune scelte tecniche e l’utilizzo di materiali che, secondo valutazioni tecniche e perizie della procura richiamate nel dibattito pubblico, avrebbero comportato un incremento dei costi accompagnato da una riduzione della qualità delle opere realizzate. Contestazioni che portarono alle dimissioni dell’allora dirigente e di qualche direttore dei lavori.

E poi?

Proprio tali criticità hanno alimentato forti preoccupazioni in ordine alla durabilità, alla sicurezza e alla qualità complessiva degli interventi, richiamando alla memoria altre esperienze nazionali nelle quali problematiche costruttive hanno successivamente richiesto interventi correttivi particolarmente onerosi.

Nonostante le numerose segnalazioni pubbliche, l’attuale gestione nei mesi successivi ha più volte sostenuto di non poter intervenire ulteriormente in ragione della presenza di attività ispettive e accertamenti in corso. Una posizione che, tuttavia, non esime in alcun modo i soggetti preposti dai rispettivi obblighi di vigilanza, controllo e tutela dell’interesse pubblico, responsabilità che continuano a permanere in capo ai dirigenti, ai RUP, ai direttori dei lavori e a tutti i soggetti investiti, a vario titolo, di funzioni tecniche ed amministrative.

Se dovesse emergere il mancato raggiungimento degli obiettivi previsti, il ritardo nella conclusione degli interventi o, peggio ancora, il rischio di perdita dei finanziamenti e di restituzione delle somme, la città non potrà accettare il consueto scaricabarile.

Questa volta i responsabili dovranno avere un nome e un cognome.

La nuova amministrazione ha il dovere di verificare, atto per atto, cantiere per cantiere, se dirigenti, RUP, direttori dei lavori, coordinatori della sicurezza e tutti i soggetti coinvolti abbiano agito esclusivamente nell’interesse pubblico oppure se, per negligenza, superficialità o altre ragioni, abbiano preferito non vedere ciò che stava accadendo. Consapevoli che alcuni di questi ruoli sono stati ricoperti da soggetti che oltre ad non averne il titolo, Pianificatori e Ingegneri che assumevano il ruolo di DL in edifici vincolanti, talvolta non ne avevano neanche la copertura assicurativa.

Chi pagherà se le scadenze non verranno rispettate e i finanziamenti ritirati?

Il PNRR per qualcuno è stato visto come un occasione ma non per la città ma per se stesso ma il PNRR non appartiene al soddisfacimento di esigenze individuali, alle correnti o ai sistemi di potere. Appartiene ai cittadini di Afragola.

E chi ha amministrato queste risorse dovrà rispondere fino in fondo delle proprie scelte. Questa volta si.

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