Caivano – Il sindaco Antonio Angelino affida ai social un lungo messaggio nel quale traccia il bilancio dell’attività amministrativa dell’ultima settimana, rivendicando i risultati raggiunti su Villa Andersen, manutenzione urbana, servizi sociali, mobilità, Piano Urbanistico Comunale e lavoro delle commissioni consiliari.
Ma il passaggio destinato ad aprire il dibattito politico è un altro. Angelino denuncia l’esistenza di una sistematica campagna diffamatoria condotta attraverso menzogne, attacchi personali e perfino contenuti realizzati con l’intelligenza artificiale con l’obiettivo diffamatorio di delegittimare il Sindaco anche nella sua sfera intima e personale.
Il primo cittadino annuncia di aver già attivato gli strumenti di tutela previsti dall’ordinamento, ribadendo che la critica politica è sempre legittima, mentre non può esserlo la diffusione di notizie false o lesive della reputazione delle persone.
Particolarmente significativo è anche il riferimento alla sfera privata. Angelino lamenta che gli attacchi abbiano finito per coinvolgere persino la propria famiglia, oltrepassando quel limite che dovrebbe sempre separare il confronto politico dalla vita personale degli amministratori. Un confine che, indipendentemente dalle appartenenze politiche, merita rispetto.
La vicenda pone però anche un’altra questione. Se davvero esiste una campagna mediatica organizzata e sistematica, non basterà accertare le eventuali responsabilità di chi materialmente pubblica i contenuti. Sarà altrettanto importante comprendere se vi siano soggetti che coordinano, ispirano o alimentano questa strategia comunicativa e quali siano gli interessi che la sostengono.
Un interrogativo che assume un rilievo ancora maggiore perché, negli ultimi mesi, analoghe denunce sono state formulate anche da amministratori di altri Comuni del territorio, che hanno lamentato modalità comunicative riconducibili ai medesimi soggetti. Circostanza che, se trovasse riscontri oggettivi, farebbe emergere un fenomeno ben più ampio della semplice polemica politica locale.
La critica resta uno strumento indispensabile della democrazia. La diffamazione, la manipolazione dell’informazione e il coinvolgimento delle famiglie appartengono invece a un terreno completamente diverso. Ed è proprio su questo che, nel rispetto delle competenze dell’autorità giudiziaria, sarà importante fare piena chiarezza.