Afragola – Si chiude con un lungo applauso, condiviso dalla maggioranza e dall’opposizione, il primo Consiglio comunale della nuova consiliatura. Un segnale istituzionale che ha accompagnato le parole finali del sindaco Gennaro Giustino, il quale, nel congedarsi dall’aula, ha dichiarato di tornare a casa «orgoglioso del proprio Consiglio comunale».
Al netto di qualche fisiologico confronto politico tra alcuni consiglieri di maggioranza e di opposizione, la seduta si è svolta in un clima complessivamente sereno e rispettoso dei ruoli istituzionali. Se la maggioranza ha dato l’impressione di presentarsi compatta e coesa, dai banchi della minoranza sono emerse fin da subito sensibilità e posizioni differenti, lasciando trasparire la pluralità delle anime presenti nello schieramento.
Non è passato inosservato, inoltre, il ruolo dell’aspirante leader dell’opposizione, Alessandra Iroso, nel tempo candidata a sindaco, candidata a presidente del Consiglio comunale e guida politica della minoranza, senza tuttavia riuscire a concretizzare per adesso nessuna delle tre aspettative.
Proprio nel corso dell’intervento della Iroso, quando sono arrivate le prime critiche rivolte alla nuova amministrazione e si è parlato della necessità di far “rinascere”, “ricostruire” e “recuperare” Afragola, il sindaco Giustino ha replicato ricordando che quanti oggi denunciano le condizioni della città hanno ricoperto ruoli di primo piano nella precedente esperienza di governo.
Il passaggio più pungente è arrivato quando il sindaco ha richiamato un’espressione frequentemente utilizzata in Consiglio comunale dall’ex sindaco Antonio Pannone: quella della «sciatteria amministrativa». Una battuta tutt’altro che casuale, apparsa come un riferimento diretto non soltanto al metodo politico della precedente amministrazione, ma soprattutto al sistema amministrativo che ne aveva caratterizzato la gestione.
Il riferimento al ruolo ricoperto dalla Iroso all’interno di quella stagione amministrativa è apparso chiaro. Non una semplice contestazione personale, ma il richiamo alle responsabilità di chi, nella precedente gestione, aveva occupato una posizione di primo piano nei processi politici e amministrativi oggi sottoposti a critica.
Escluso questo fisiologico battibecco, il Consiglio comunale si è svolto in un clima di piena serenità. L’assemblea ha proceduto all’elezione dei vicepresidenti del Consiglio: Antonio Boemio per la maggioranza e Francesco Fusco per la minoranza. Sono stati quindi nominati i membri delle varie commissioni consiliari, completando i principali adempimenti previsti nella fase di insediamento della nuova amministrazione.
Prima della chiusura dei lavori, il sindaco ha annunciato che la presentazione del programma amministrativo e l’attribuzione delle deleghe agli assessori saranno rinviate alla successiva seduta consiliare. Giustino ha però anticipato quello che sarà il metodo di lavoro della nuova amministrazione.
Gli assessori, ha spiegato, lavoreranno all’unisono attorno a un vero e proprio «tavolo rotondo», nel quale saranno preventivamente condivisi tutti i dossier presenti sulla scrivania del sindaco. Le questioni amministrative saranno dapprima approfondite all’interno della giunta, poi discusse nelle riunioni di maggioranza e, successivamente, illustrate ai capigruppo consiliari alla presenza dello stesso sindaco.
Prima dell’approdo in Consiglio comunale, soprattutto nei casi in cui si renderanno necessarie scelte amministrative particolarmente rilevanti, ogni dossier sarà quindi accompagnato da un percorso di confronto politico e istituzionale, nel quale saranno spiegate le decisioni da assumere, gli obiettivi da raggiungere e le conseguenze delle diverse opzioni.
Un metodo che Giustino ha presentato come una netta discontinuità rispetto al passato: un modello fondato sulla collegialità, sulla condivisione e sulla trasparenza, contrapposto a quel sistema oscuro, opaco e politicamente imbarazzante con il quale, secondo la nuova maggioranza, Afragola sarebbe stata amministrata negli ultimi anni.