Afragola – Domani il Consiglio comunale entrerà finalmente nella sua fase più propriamente politica. Dopo la seduta dedicata all’insediamento e alle nomine istituzionali, l’aula sarà chiamata a confrontarsi sul programma di mandato del sindaco Gennaro Giustino, il documento destinato a tracciare la rotta amministrativa dei prossimi cinque anni.
Sarà il primo vero banco di prova della nuova consiliatura. La maggioranza avrà l’occasione di illustrare la propria visione e di ribadire gli impegni assunti con gli elettori, mentre l’opposizione inizierà a svolgere quel ruolo di controllo e di incalzante verifica che rappresenta uno dei cardini della vita democratica di un Consiglio comunale. Gli interventi dei capigruppo offriranno già le prime indicazioni sul clima politico che accompagnerà questa legislatura, facendo emergere toni, strategie e rapporti di forza destinati a caratterizzare il confronto in aula.
Per gli osservatori più attenti sarà interessante cogliere anche gli aspetti meno evidenti: il linguaggio, la capacità di argomentare, l’autonomia dei consiglieri e il modo in cui maggioranza e opposizione sceglieranno di confrontarsi. Da queste prime battute sarà possibile intuire il “mood” dei futuri Consigli comunali e comprendere se il dibattito politico sarà improntato al dialogo, al confronto serrato o allo scontro.
L’aula, però, sarà inevitabilmente diversa rispetto a quella della precedente consiliatura. Mancheranno alcuni protagonisti che, nel bene e nel male, avevano lasciato un segno nel dibattito consiliare. Tra questi Giuseppe Affinito, consigliere di maggioranza che non ha mai rinunciato a esprimere posizioni fortemente critiche anche nei confronti della stessa coalizione che sosteneva. Rimane nella memoria il suo duro giudizio pronunciato durante una seduta, quando definì quella in carica «la peggiore giunta che si potesse mettere in campo», parole che suscitarono un acceso dibattito politico e l’inizio della fine dell’era Pannone.
Ma forse l’assenza più significativa sarà quella del Gennaro Giustino consigliere di opposizione. Per anni i suoi interventi hanno rappresentato uno dei momenti più attesi delle sedute: analisi puntuali degli atti, richiami normativi, contraddizioni evidenziate con precisione e un atteggiamento spesso incalzante nei confronti dell’amministrazione dell’epoca. Oggi il quadro si è completamente ribaltato. Quelle carte che un tempo studiava per contestarle sono le stesse che, da sindaco, sarà chiamato a predisporre e difendere.
Grande attenzione sarà rivolta anche ai consiglieri chiamati a interpretare il ruolo di riferimento dell’opposizione. Tra questi Giacinto Baia, volto storico dell’aula consiliare e protagonista di interventi che spesso hanno lasciato il segno. La sua esperienza affonda le radici nella storia politica cittadina, anche attraverso la lunga presenza del padre Aniello Baia tra i banchi del Consiglio comunale. Ancora oggi molti ricordano il celebre intervento dei “tredici pinti”, rimasto nella memoria politica dell’amministrazione Domenico Turcillo. Questa volta Baia si ritroverà nuovamente tra i banchi dell’opposizione, ma con una prospettiva diversa: di fronte non ci sarà più un avversario politico qualsiasi, bensì un amministratore con il quale ha condiviso in passato l’esperienza dell’opposizione.
Da domani, dunque, inizierà la vera legislatura. Finite le cerimonie e le elezioni degli organi istituzionali, il confronto si sposterà finalmente sui contenuti: programmi, proposte, scelte amministrative e capacità di dare risposte alla città. Sarà da questo momento che si inizierà a misurare la solidità della maggioranza, l’efficacia dell’opposizione e, soprattutto, la qualità del dibattito politico che accompagnerà Afragola nei prossimi anni.