Il 5 settembre un incendio doloso ha devastato circa 40.000 metri quadrati della Masseria Antonio Esposito Ferraioli, bene confiscato alla criminalità organizzata e restituito alla collettività. Le fiamme hanno cancellato quasi 1.500 alberi del Museo Vivente della Biodiversità e compromesso completamente l’impianto di irrigazione.
In poche ore sono andati distrutti anni di lavoro, cura e impegno civile. Non soltanto alberi e attrezzature, ma un patrimonio ambientale e sociale costruito giorno dopo giorno da quanti hanno trasformato quei terreni in uno spazio di legalità, partecipazione e speranza.
Eppure, mentre la Masseria bruciava, qualcuno festeggiava.
È forse questo l’aspetto più inquietante di una vicenda già gravissima: assistere al compiacimento, alla banalizzazione della tragedia, alla mistificazione di chi ha interpretato la distruzione di un bene comune come una vittoria personale. Un atteggiamento che racconta un clima avvelenato, nel quale l’odio verso le persone, e soprattutto le idee, finisce per prevalere persino sulla tutela del territorio e degli interessi della comunità. Uno svincolo, un canile, una discarica di silicio fotovoltaico, cenere, qualsiasi cosa purché non ci siano più le azioni di denuncia, lotta e contrasto alla criminalità. Meglio venderlo a un supermercato per fagli fare un parcheggio (come avvenne già in passato per una parte dei terreni N.d.a)
A quella miseria umana bisogna rispondere con un gesto concreto.
La Masseria ha lanciato una raccolta fondi per ripristinare l’impianto di irrigazione, mettere in sicurezza l’area e tornare a piantare ciò che le fiamme hanno distrutto. Ogni contributo, anche il più piccolo, potrà aiutare a far rinascere questo pezzo importante di Afragola.
PoliticaLIFE sosterrà con convinzione l’iniziativa, perché ricostruire la Masseria significa anche dare una risposta chiara a tutti quelli che, durante l’incendio, hanno festeggiato o manifestato compiacimento. Alla loro soddisfazione per la distruzione opponiamo la forza di una comunità capace di rialzarsi. Al fuoco rispondiamo piantando nuovi alberi. All’odio rispondiamo ricostruendo.
La Masseria non si arrende. Afragola non può voltarsi dall’altra parte.
Si riparte dalle radici. Tutti insieme.