Afragola – Giustino incorona Baia capo dell’opposizione. Iroso assente, mentre l’ex maggioranza si fa bocciare persino dall’intelligenza artificiale

Afragola – Il paradosso del voto contrario al bilancio della propria gestione, le letture imbarazzanti in Consiglio comunale e il riconoscimento politico del sindaco a Giacinto Baia. Sullo sfondo, l’assenza di Alessandra Iroso e le nuove tensioni nell’opposizione dopo l’arrivo di Futuro Nazionale.

Alla fine, a mettere in difficoltà l’ex maggioranza Pannone non è stato Gennaro Giustino, ma la stessa opposizione. E, a giudicare da quanto ascoltato durante l’ultimo Consiglio comunale, persino l’intelligenza artificiale ci ha messo del suo.

Nel tentativo di contestare a ogni costo i provvedimenti dell’amministrazione, alcuni consiglieri si sono avventurati nella lettura di elaborati che avevano tutta l’aria di essere stati confezionati con l’aiuto dell’intelligenza artificiale. Il risultato, almeno in alcuni passaggi, è stato imbarazzante: numeri, considerazioni contabili e rilievi sul bilancio consolidato del 2025 letti con una sicurezza che sembrava venir meno proprio quando sarebbe stato necessario spiegarne il significato di alcune parole per le quali si trovava persino la difficoltà a pronunciarle.

Il sospetto, ascoltando certi interventi, è che qualcuno non avesse piena consapevolezza neppure di ciò che stava leggendo.

Ma il problema non era tanto l’eventuale ricorso alla tecnologia, quanto il contenuto della contestazione. Perché quei rilievi, rivolti formalmente all’attuale amministrazione, riguardavano in realtà la gestione del sindaco Pannone. La stessa amministrazione sostenuta, fino a pochi mesi fa, da chi oggi sedeva tra i banchi dell’opposizione.

E così Castaldo e Fusco si sono ritrovati nella singolare condizione di votare contro un documento contabile che fotografava anche le scelte amministrative della maggioranza di cui avevano fatto parte. Un cortocircuito politico che Giustino non si è lasciato sfuggire.

Nel suo intervento conclusivo, il sindaco ha infatti distinto le posizioni dei consiglieri di minoranza, riservando a Giacinto Baia un riconoscimento che difficilmente sarà passato inosservato.

Baia, a differenza degli altri, aveva già contestato la gestione finanziaria dell’amministrazione Pannone quando sedeva all’opposizione insieme allo stesso Giustino. Non ha dovuto cambiare versione, rinnegare le proprie votazioni o improvvisare nuove argomentazioni per giustificare quelle precedenti.

Il sindaco ha richiamato anche l’astensione espressa da Baia su un altro punto all’ordine del giorno, interpretandola come un esempio di opposizione capace di valutare i provvedimenti nel merito, senza trasformare ogni votazione in una contrapposizione pregiudiziale.

Un riconoscimento politico che, pronunciato dall’avversario, assume un significato particolare. E che inevitabilmente riapre la questione di chi rappresenti oggi il riferimento dell’opposizione consiliare.

Anche perché, nel frattempo, si è fatta notare l’assenza, potremmo definirla “tattica”, di Alessandra Iroso, candidata a sindaco sconfitta alle ultime elezioni e fino a ieri celebrata dai suoi sostenitori come l’indiscussa guida della minoranza.

Una presenza evidentemente ritenuta “indispensabile” dai suoi supporter o cheerleaders che dir si voglia, almeno quanto, fino a poco tempo fa, doveva esserlo la struttura dirigenziale dell’Avvocatura comunale.

Ed è qui che l’ironia politica trova un curioso riscontro nella nuova macrostruttura dell’Ente.

Quella che nella precedente organizzazione era una struttura dirigenziale apicale, con un costo indicato in circa 100.000 euro annui, viene ora ricondotta, secondo il nuovo assetto prospettato dall’amministrazione, a un semplice servizio. Non più un autonomo settore dirigenziale, dunque, ma una struttura organizzativa ordinaria, nell’ambito di una scelta che punta anche alla riduzione dei costi.

Insomma, mentre qualcuno continua a sostenere l’insostituibilità politica della Iroso, sul piano amministrativo si è arrivati a considerare superflua persino l’autonomia dirigenziale del settore da lei precedentemente guidato.

Ma le difficoltà politiche dell’ex candidata a sindaco sembrano andare ben oltre la seduta consiliare.

L’ingresso di Futuro Nazionale nello scenario politico cittadino, con l’adesione di ben due consiglieri comunali e la presenza di Mauro Di Palo alla guida del circolo locale, ha introdotto nuovi elementi nei rapporti interni alla minoranza.

E viene spontaneo chiedersi quanto questa nuova presenza stia diventando scomoda per la Iroso, soprattutto osservando il comportamento di quella claque social che fino al giorno prima ne esaltava la leadership e che oggi sembra aver individuato nuovi bersagli proprio tra i consiglieri della sua stessa area di opposizione.

Una coincidenza singolare. Il movimento di Futuro Nazionale prende forma in Consiglio comunale e, quasi contemporaneamente, dai soliti ambienti social partono attacchi nei confronti di consiglieri che dovrebbero essere considerati alleati nella battaglia politica contro la maggioranza.

Che si tratti di iniziative spontanee di una claque disorientata o di una precisa indicazione politica non è dato sapere. Certo è che vedere i sostenitori di una presunta leader dell’opposizione prendersela con altri esponenti della stessa minoranza restituisce l’immagine di un fronte tutt’altro che compatto.

E mentre si consumano queste schermaglie, Giustino ha finito per spostare il confronto su un terreno assai più concreto: quello della coerenza delle posizioni assunte in Consiglio comunale.

Da questo punto di vista, il riconoscimento rivolto a Baia rappresenta il passaggio politico più interessante della seduta. Il consigliere di Forza Italia si è ritrovato al centro di un’investitura simbolica pronunciata proprio da chi, politicamente, dovrebbe contrastare.

Un investitura che di sicuro avrà fatto partire all’attacco la paranza del Pallonetto con fuoco “amico” contro il consigliere Baia.

E mentre qualcuno leggeva testi dei quali sembrava non conoscere nemmeno il significato, qualcun altro si è visto riconoscere dall’avversario la continuità delle proprie posizioni.

Per una seduta nella quale l’ex maggioranza è arrivata a votare contro il bilancio della propria gestione, non è un dettaglio da poco.

E da l’idea che quando c’era LUI il principio per cui si diceva “Silenzio che il nemico vi ascolta” aveva un senso. Oggi abbiamo scoperto quale.

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