Afragola – E’ finita 14 a 8. In aula consiliare si suonano le prime note del “Requiem”

Afragola – La maggioranza del Consiglio Comunale deposita la sfiducia al Presidente del Consiglio Biagio Castaldo.

“Un atto dovuto – secondo Affinito – che evidenzia la necessità di ridare alla città una nuova visione di governance partendo proprio dalla sede rappresentativa democraticamente eletta: il Consiglio Comunale.”

Consegnata la richiesta con le 14 firme, si è di fatto costituita una nuova maggioranza in aula. La quasi totalità dell’opposizione e la metà della stessa maggioranza hanno, con questo atto, fatto le prove generali non per la defenestrazione del presidente, né per quella del sindaco, ma per il colpo definitivo al vicesindaco e sottosegretario Castiello dall’amministrazione di Afragola.

“L’ultimo baluardo sulla via del tramonto politico, insieme all’omonima assessore – chiarisce Giustino – del legame ombelicale che c’era con l’ex senatore Nespoli.”

“Che si voti o no il nuovo presidente del consiglio, che si discuta o meno della sua capacità di gestire l’assemblea – aggiunge Sepe – è questione ormai di secondo piano.” Il mancato azzeramento della giunta prima e l’inerzia poi, spenta dalla mancanza di un motore propulsore, hanno reso questo episodio – insieme ad altri atti collaterali e conseguenti – il segnale inequivocabile che l’amministrazione “marcia verso un bivio: tra il baratro e il muro, – continua Affinito – tra cadere e sbattere”.

“La speranza è che potrebbe essere l’inizio della fine della peggiore Amministrazione che Afragola ricordi.” Pubblica sulle sue pagine il consigliere Antonio Iazzetta.

Secondo i bene informati, le ultime ore sono state scenario di tentativi disperati di mercanteggiare qualche ritiro di firme o garantirsi la fedeltà di alcuni indecisi con trasferimenti di familiari o promesse di ingresso in giunta. “Il mercato delle vacche” – secondo Botta. “La politica – parafrasa Migliore – è anche questo.” Ma tali episodi hanno avuto come unico risultato quello di inasprire gli animi, spingendo le parti in causa al punto di non ritorno. “È stato raggiunto il punto di non ritorno della decenza” – sottolinea Salierno.

Una cosa è certa: questa volta il presidente non c’entra. Privati di una guida esperta e navigata come quella dell’ex senatore, e travolto dalle fatalità della vita, sono emersi in pieno i limiti della capacità di dialogo e di sintesi dei nuovi, autoreferenziali eredi e gestori degli indirizzi amministrativi dietro i quali il sindaco si era trincerato. Il blocco delle relazioni, i veti incrociati, le rivendicazioni di atti e azioni hanno lacerato il tessuto connettivo della politica stessa.

La prima firmataria della mozione, Assunta Di Maso, chiarisce “È nell’Aula Consiliare che nascono gli indirizzi amministrativi; è lì che si formano le condizioni per riprendere o fermarsi; è lì che si invera la parola, il pensiero, la politica.”

Quello che doveva essere, per natura, un ruolo di sintesi e di programmazione del primo cittadino è stato invece delegato a quello che un tempo era il “cerchio magico – apostrofa Caiazzo – di via Oberdan ”: un cerchio senza centro, che ha visto anche nell’ultimo consiglio comunale l’inverarsi di una pantomima. Chi chiedeva un rilancio amministrativo si è trovato ad assistere a un requiem.

Nelle interrogazioni dell’opposizione si leggevano le stesse criticità sollevate anche da parte della maggioranza: PNRR in primis, poi il DUP, e a seguire molti altri atti che il sindaco ha pensato bene di congelare. Dall’ultimo consiglio comunale è poi emersa l’inquietante vicenda della pseudo-architetto che si presentava come tale in Soprintendenza, rivestendo l’incarico di Direttore dei Lavori del Castello. Un incarico illegittimo, come illegittimo è il conseguente esercizio abusivo della professione.

Alle richieste dell’Ordine degli Architetti, così come a quelle dei consiglieri di opposizione, l’imbarazzante risposta: la pianificatrice è stata nominata dal “pro tempore” , “si è così” e “senza alcuna assicurazione professionale”. Una replica che ha lasciato i presenti di stucco.

Una vicenda che avrà sviluppi penali e giudiziari, ma alla quale l’amministrazione non ha voluto rispondere con la fermezza necessaria.

Così come per tanti altri casi, da qui l’invito dei consiglieri di maggioranza, uniti a quelli di opposizione, a rivestire di decenza le istituzioni, o almeno il Consiglio Comunale di qui la richiesta di azzerare tutto ad iniziare dalla presidenza.

Ed è così che questa mattina si ode nel vento sulle note del requiem un “Dies irae, confutatis, lacrimosa”.

Afragola – L’azzeramento va in aula.

Afragola – C’era chi, tra gli assessori, aveva liquidato la fronda interna come cosa da poco: “sono solo due soli consiglieri, buttiamoli fuori dalla maggioranza”. Un modo elegante, ma ingenuamente presuntuoso, per minimizzare. Ma la politica, si sa, non perdona le semplificazioni: nero su bianco, con firme e gruppi consiliari in calce, è arrivata la richiesta di convocazione del Consiglio comunale.

Il documento, indirizzato al Presidente del Consiglio, chiede formalmente la convocazione urgente dell’assise “ai sensi dello Statuto comunale”, con un ordine del giorno che non lascia spazio a dubbi: verifica delle deleghe assessoriali e discussione sull’assetto della giunta. È la traduzione istituzionale di ciò che da settimane si mormora: la crisi politica non è più rinviabile, va affrontata alla luce del sole.

I consiglieri firmatari sottolineano la necessità di un confronto trasparente “sulla situazione politica e amministrativa dell’Ente” e chiedono che sia l’aula, con un dibattito pubblico, a stabilire se la squadra di governo sia ancora in grado di reggere la rotta. In sostanza, la richiesta suona come un atto di sfiducia mascherato, una verifica politica che ha il sapore di resa dei conti.

Con questo passaggio, lo scontro si sposta dal terreno delle dichiarazioni a quello dei fatti: il malessere della maggioranza è ormai conclamato e la richiesta di azzeramento della giunta – che aleggia da settimane – si materializza in un documento protocollato, costringendo sindaco e assessori a fare i conti con la realtà.

Resta da capire se l’amministrazione ha ancora una STORIA, questa volta non annunciata, e saprà rispondere con chiarezza alla istanze della città. Perché il momento di navigare a navigare a vista è scaduto.

Una cosa, però, è già evidente: la crisi non è più “questione di due”, ma riguarda l’intera maggioranza e allora eccoli i due disperati sono diventati quattro, sei, otto, dieci, e allora: “quale buon re… “.

Afragola – Candidature Regionali, grandi manovre in ordine sparso.

Afragola – La crisi che attraversa la maggioranza in consiglio comunale non è più soltanto un malessere latente, ma un nodo politico che si stringe ogni giorno di più. Dichiarazioni, fratture insanabili e, sullo sfondo, la richiesta incessante di un azzeramento della giunta hanno messo a nudo un’amministrazione che appare sempre più ripiegata su sé stessa. Resta l’eco sordo della gestione del PNRR: varianti ritenute ingiustificate, materiali di dubbia efficacia e, soprattutto, la perdita di finanziamenti che avrebbero potuto rappresentare un’occasione storica per la città. A complicare il quadro, l’imbarazzante — quanto improbabile — lettera di dimissioni del dirigente PNRR, che ha provato, come già aveva tentato di fare in consiglio comunale, a lavarsene le mani scaricando ogni responsabilità sull’attuale amministrazione.

È in questo scenario logorato, che va avanti ormai da giorni, che maturano le grandi manovre in vista delle elezioni regionali. Un terreno che, più che mai, sembra diventare il riflesso delle tensioni interne al consiglio comunale. Nel Partito Democratico si fa strada con insistenza la candidatura del dottor Francesco Zanfardino, presidente del PD di Afragola, caldeggiato dall’onorevole Sarracino: un nome che, se confermato, aprirebbe una seria riflessione all’interno del PD e, subito dopo, nell’intero centrosinistra su cosa si voglia mettere in campo elettoralmente prima e politicamente poi, in vista delle prossime elezioni comunali.

Nel campo del centrosinistra, la mancata costituzione della lista di +Europa apre la strada a Raffaele Mosca, probabile candidato nella lista Fico Presidente: una soluzione che nasce più da una necessità di collocazione che da una visione politica ampia e condivisa. La lista +Europa, di sicuro, sta stretta a Mosca, ma la lista di Fico è una macchina da guerra dalla quale uscire richiede un enorme dispiegamento di risorse e uomini.

Con Fico Presidente il M5S ha strada facile: “uno vale uno”, e di sicuro “uno vale l’altro” anche nelle preferenze. Bisogna solo aspettare.

Con la visita alla Masseria Ferrajoli sbarca ufficialmente ad Afragola l’ex sindaco di Ercolano, Ciro Buonajuto, che aveva già espresso un certo interesse per il nostro territorio con la sua ammonizione, quale membro dell’ANCI, sulla vicenda incresciosa accaduta nell’audizione in Commissione Lavori Pubblici e Territorio, che vide coinvolti imprenditori e dirigente PNRR. Per alcuni un’invasione di campo, per altri l’occupazione di uno spazio politico vuoto da colmare con una proposta nuova, a medio e lungo periodo.

Vecchi amori in via di riavvicinamento con l’onorevole Mario Casillo e l’onorevole Lello Topo, che da politico navigato il primo e da buon figlio di dorotei il secondo, non mancano di fare scouting tra le varie componenti di destra, sinistra e centro della nostra comunità.

Decisamente più complesso, invece, lo scenario nel centrodestra. Da un lato prende corpo l’ipotesi di una corsa a due con Rostan ed Esposito. La Lega, infatti, vorrebbe concentrare i voti proprio sulla coppia Rostan–Esposito, sostenuta dall’onorevole Castiello. Ma dietro la facciata dell’unità si nascondono distinguo e rivalità, con consiglieri pronti a usare le regionali come palestra per misurare il proprio peso specifico. La storia è fatta anche di questo.

Dall’altro fronte, in Fratelli d’Italia si delinea la candidatura di bandiera del presidente del consiglio comunale, Biagio Castaldo, a sostegno di Ira Fele, moglie del parlamentare Michele Schiano, responsabile provinciale. La candidatura e l’eventuale raccolta di consensi servirebbero a cristallizzare la sua leadership nel partito di maggioranza relativa nazionale, che qui in città non riesce a compiere un vero e proprio salto di qualità (politico, sia chiaro).

Così Afragola entra nella partita regionale in ordine sparso, con un mosaico di ambizioni personali rese ancora più fragili da una maggioranza comunale logorata. Un contesto che rischia di trasformare le elezioni non in un’occasione di rilancio, ma in un’ulteriore prova di divisione.

E mentre i nomi si moltiplicano e le correnti si contano, resta in sospeso una domanda: Giustino, finora regista delle vicende consiliari, deciderà di misurarsi in prima persona con una sua candidatura? (continua…)

Afragola – “La storia inizia” con l’azzeramento della giunta.

Afragola – Il sindaco Antonio Pannone, dopo le insistenze di una parte sostanziale della maggioranza, ha comunicato ai suoi assessori di tirare i remi in barca e attendere sostanziali modifiche nella compagine amministrativa.

Quelli che fino a ieri sembravano semplici mal di pancia, forse troppo sottovalutati dal sindaco, come l’assenza di decisioni chiare e nette sulla questione PNRR — poi degenerata con l’imbarazzante lettera di dimissioni del dirigente — e su altri dossier, hanno fatto emergere l’urgenza di provvedimenti immediati e irrevocabili su una molteplicità di temi rimasti sospesi e, soprattutto, insoluti.

L’azzeramento della giunta è stato così interpretato, da una parte della maggioranza, come un atto dovuto, soprattutto alla luce della frattura tra alcuni assessori e le forze politiche presenti in consiglio. Dissapori, tensioni e, soprattutto, battute poco gradite rivolte da un assessore a una consigliera hanno innescato una reazione a catena di azioni e reazioni, rendendo inevitabile la necessità di mettere i puntini sulle “i”: gli assessori rappresentano le forze politiche, ne incarnano la visibilità e l’azione all’interno del governo cittadino.

Svolgere il ruolo di assessore svincolato da questo legame inscindibile, secondo le regole della politica, è consentito solo a figure di elevato spessore tecnico e politico, non certo al passacarte di turno. Senza rappresentanza in consiglio, si torna a casa.

In sintesi, questa è la richiesta avanzata dai gruppi consiliari di maggioranza…

Afragola – Si dimette il dirigente del PNRR: Michele Punzo lascia tra accuse, scandali e caos gestionale

Afragola – Si è dimesso il dirigente responsabile del PNRR del Comune di Afragola, architetto Michele Punzo. La sua lettera, protocollata in forma riservata questa mattina e dichiarata irrevocabile, è stata immediatamente accolta dal sindaco, che ha liquidato la vicenda con una frase lapidaria: «Ringrazio per la scelta l’architetto Michele Punzo».

Le dimissioni giungono dopo mesi di tensioni politiche e istituzionali e dopo una lunga serie di episodi che hanno segnato la gestione dei cantieri finanziati con fondi PNRR. Sia la maggioranza che l’opposizione avevano più volte denunciato in Consiglio comunale cattiva amministrazione, scelte tecniche discutibili e opacità nelle procedure.

Le accuse: dal PinQua al Castello Angioino

Nel mirino in particolare i cantieri del programma PinQua, il recupero del Castello Angioino e i lavori alla scuola Marconi. Le critiche hanno riguardato non solo presunte incompetenze tecniche, ma anche vere e proprie bizzarrie amministrative. Alcune determine, presentate come varianti di poco conto, trattavano in realtà importi per centinaia di migliaia di euro, sollevando sospetti e richieste di chiarimenti da parte dei consiglieri comunali di maggioranza e opposizione.

Sul Castello Angioino fa luce lo scandalo del direttore dei lavori nominato dal dirigente, che si firmava come architetto pur non avendone titolo, costringendo l’Ordine degli Architetti a intervenire ufficialmente chiedendo chiarimenti al comune anche se precedentemente con una piroetta amministrativa il dirigente,trovatosi alle strette, rimescola le carte “rimodulando gli incarichi” nella speranza di salvare i pagamenti all’impresa.

Ancora più grave la vicenda della polizza fideiussoria dei PINQuA da 11 milioni di euro: dichiarata regolare in una determina firmata da Punzo, si è rivelata falsa, in consiglio comunale, lasciando l’ente esposto a un rischio enorme.

Il caso Carbonaro

Un’ulteriore contestazione è legata alla tragica morte di Martina Carbonaro, avvenuta in un cantiere PNRR. Il consulente tecnico della famiglia aveva chiesto più volte accesso agli atti – in particolare al layout del cantiere – per comprendere le omissioni nella vigilanza sulla sicurezza. Nonostante la richiesta fosse fondata sul Codice di procedura penale, che riconosce al consulente della difesa il diritto di accedere agli atti, il dirigente ha sempre opposto dinieghi e rinvii, negando trasparenza e collaborazione con la giustizia negando addirittura l’evidenza che l’omicidio fosse avvenuto all’interno dell’area del cantiere.

Lo scandalo del polistirolo

Grande clamore suscitò anche la vicenda della sostituzione dei materiali nel PinQua. In Consiglio comunale, il dirigente arrivò a dichiarare – in maniera grottesca – che il polistirolo pesava 2.600 kg a metro cubo, e questo avrebbe portato alla cosiddetta “variante di assestamento” da mezzo milione di euro. Un progetto pagato quasi un milione di euro , stravolto secondo i bene informati, tutto a vantaggio dell’impresa. L’episodio rivelò oltre una scarsa conoscenza tecnica dei materiali da costruzione il sospetto che il principio era tutelare l’operatore economico. Il consigliere Giustino portò in aula un campione di quel polistirolo, e il parlamentare Francesco Emilio Borrelli si recò persino sul cantiere, dimostrando che il materiale utilizzato fosse addirittura infiammabile.

I dubbi sulla scuola Marconi

Non meno inquietante il quadro della scuola Marconi. Dall’ultimo accesso agli atti è emerso il sospetto che gli stati d’avanzamento lavori (SAL) vengano predisposti direttamente dall’impresa esecutrice e successivamente solo vidimati con superficialità dal direttore dei lavori, senza le verifiche tecniche dovute.

I pugni sul tavolo e la gestione opaca della PEC

Fece scalpore anche un episodio in commissione consiliare: convocato per discutere dei lavori PinQua, il dirigente si presentò accompagnato da un rappresentante di una delle imprese appaltatrici. In quella sede, l’imprenditore – con modi a dir poco ambigui – arrivò a sbattere i pugni sul tavolo pretendendo il pagamento, invece di dare conto delle carenze e degli errori nei lavori eseguiti.

Secondo alcune voci, inoltre, Punzo avrebbe utilizzato in maniera anomala la PEC dell’ufficio, bypassando sistematicamente il protocollo ufficiale. Oggi emergono tracce di centinaia di missive – dall’esterno verso l’amministrazione e dall’interno verso l’esterno – mai protocollate, in aperta violazione delle norme sul digitale nella Pubblica Amministrazione. Con la sua uscita, il dirigente avrebbe portato con sé anche le password di accesso, lasciando il Comune in un grave impasse tecnico-amministrativo.

L’addio improvviso e il caos lasciato in eredità

Le dimissioni sono arrivate in modo improvviso: l’ufficio è stato lasciato dalla sera alla mattina, senza alcun preavviso ai collaboratori, che ne sono venuti a conoscenza solo tramite terze persone. Tra questi anche il direttore dei lavori del quartiere PinQua, suo solidale collaboratore, che si è subito dimesso dall’incarico, ma senza disporre la sospensione dei lavori all’impresa, lasciando il cantiere in una situazione di incertezza totale.

A ciò si aggiunge un fatto ancor più grave: tutti gli incarichi di direttore dei lavori e di coordinatore della sicurezza erano stati assegnati senza alcuna verifica delle competenze tecniche dei funzionari, che risultavano peraltro privi della polizza assicurativa obbligatoria per svolgere tali incarichi. Una scelta che ha lasciato l’ente completamente esposto e vulnerabile a ogni tipo di responsabilità.

Infine, fino a venerdì scorso – cioè poche ore prima di protocollare le sue dimissioni – Punzo era stato visto a tenere ancora incontri con le imprese, concordando stati di avanzamento della Marconi per i pagamenti. Poi, improvvisamente, la decisione di lasciare l’incarico e sparire.

Ora la resa dei conti

L’uscita di scena di Punzo non cancella i problemi, ma al contrario ne evidenzia la gravità. Spetta ora all’amministrazione comunale procedere nei confronti del funzionario, sempre secondo i bene informati si parla di un procedimento disciplinare invocato da più parti a cui la segretaria comunale avrebbe da tempo dovuto mettere mano- e ricostruire una macchina organizzativa completamente compromessa. Il nuovo dirigente erediterà una situazione definita da molti “disastrosa”, con cantieri sotto inchiesta, conti da chiarire e una comunità che attende risposte.

Afragola – Ferragosto, il Sindaco Pannone in visita alle Forze dell’Ordine

Afragola – Come da tradizione, anche in questo Ferragosto il Sindaco di Afragola, Antonio Pannone, ha fatto visita alle strutture delle forze dell’ordine e ai presidi di sicurezza presenti sul territorio cittadino, a testimonianza della presenza costante di chi vigila sulla comunità anche nei giorni di festa.

Accompagnato dal Comandante della Polizia Municipale, Colonnello Antonio Piricelli, il primo cittadino ha iniziato il suo percorso dal presidio della Polfer presso la stazione dell’alta velocità, dove ha incontrato gli agenti e i militari in servizio presso lo scalo ferroviario. La visita è poi proseguita al Commissariato di Polizia, alla Caserma dei Carabinieri e alla Protezione Civile, per concludersi con una breve cerimonia presso la struttura della Polizia Municipale.

Nel suo intervento, il Sindaco Pannone ha sottolineato: “Il Ferragosto è per molti un momento di svago e spensieratezza, ma per voi, uomini e donne in uniforme, è un giorno come gli altri, da dedicare al servizio, alla vigilanza, alla tutela della comunità. La vostra presenza costante, anche quando le città si svuotano e le famiglie si riuniscono, è il segno concreto di un impegno che non conosce pause. A voi va non solo la gratitudine dell’amministrazione, ma quella di ogni cittadino che sa di poter contare su di voi, sempre”.

L’iniziativa ha rappresentato un momento di vicinanza e ringraziamento verso chi, con professionalità, spirito di sacrificio e profondo senso del dovere, garantisce ogni giorno legalità, assistenza e protezione alla popolazione.

Afragola – PNRR Verbali “fantasma” e materiali mai installati: il Dirigente pro tempore scarica sul Direttore dei Lavori.

Afragola – Nella seduta del Consiglio comunale del 22 luglio, il Dirigente pro tempore del settore PNRR ha pubblicamente scaricato sul Direttore dei Lavori – suo stretto collaboratore e funzionario “solidale” – la responsabilità della verifica dei materiali impiegati negli interventi del Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare (PINQuA).

Il Dirigente ha dichiarato l’esistenza di verbali di accettazione dei materiali e di conformità al progetto esecutivo. Se esistenti, tali documenti escluderebbero la necessità di una variante perché non ci sarebbero state criticità circa la realizzazione delle opere almeno fino al maggio del 2025. Ma tali verbali non risultano mai messi a disposizione della consigliera comunale Marianna Salierno, nonostante una formale richiesta di accesso agli atti presentata a metà aprile dove se ne faceva espressa richiesta..

Lo stesso Dirigente ha tuttavia sostenuto l’esigenza di una variante, approvata a fine giugno, resasi – a suo dire – necessaria perché il progetto, costato 800.000,00 € e pagato proprio dal medesimo dirigente, non avrebbe tenuto minimamente conto di alcune presunte criticità nella scelta dei materiali. Criticità che, a un’analisi tecnica, appaiono del tutto infondate. Di fatto, il progetto esecutivo non è mai stato attuato, sostituito da scelte operative delle quali non è chiaro chi le abbia decise né quando siano state assunte.

A ciò si aggiunge una contraddizione lampante: se davvero esistessero verbali attestanti la conformità dei materiali al progetto esecutivo, non si comprende come gli stessi possano risultare “conformi” anche a una successiva variante che ne prevedeva la sostituzione con altri materiali, diversi sia per tipologia che per posa in opera da quelli originariamente previsti e mai installati in cantiere.

Le verifiche, infatti, indicano che i pannelli corazzati non sono stati montati, nonostante risultino come presenti e certificati secondo quanto dichiarato dal dirigente in consiglio comunale. Un’anomalia che apre due scenari inquietanti: o si è certificata la conformità di qualcosa che non esiste, o si è dichiarata l’esistenza di certificazioni inesistenti.

Tali incongruenze, che investono direttamente obblighi di trasparenza e norme del Codice dei Contratti Pubblici in materia di verifica e collaudo, hanno già spinto consiglieri comunali e parlamentari a chiedere un’immediata e approfondita indagine, parlando apertamente di possibili responsabilità penali e contabili nella gestione dei fondi PNRR e l’accesso alla documentazione da parte degli inquirenti ne suggerisce che le cose non sono del tutto chiare.

Afragola – Sindaco e pnrr: Affinito prende le distanze.

Afragola – Nel pieno di una fase amministrativa segnata da gravi criticità nella gestione dei fondi PNRR, sette consiglieri della maggioranza, guidati dal consigliere Affinito, prendono una netta distanza dal Sindaco e dal Segretario Generale, accusandoli di non aver esercitato il proprio ruolo di indirizzo e vigilanza nei confronti di comportamenti opachi, impropri e – in alcuni casi – al vaglio della magistratura.
Da mesi, nel Consiglio comunale e con atti formali indirizzati direttamente al vertice burocratico dell’Ente, sono state sollevate questioni gravi e circostanziate. Si è chiesto conto di decisioni discutibili, di atti amministrativi dai profili ambigui, di comportamenti che hanno generato allarme non solo tra i consiglieri ma anche tra i cittadini. A fronte di queste richieste, però, la risposta è stata il silenzio. Nessun intervento, nessun provvedimento, nessuna parola pubblica di censura o di presa di distanza. Un’omissione che pesa.
Per Affinito e gli altri sei consiglieri, questo atteggiamento rappresenta una vera e propria resa delle istituzioni. Né il Sindaco né il Segretario Generale hanno ritenuto di dover intervenire per stigmatizzare condotte gravi, poste in essere da dirigenti e funzionari i cui atti oggi sono attenzionati anche dagli organi inquirenti. Una gestione dell’amministrazione pubblica che abdica a ogni funzione di controllo e che tradisce il principio della responsabilità politica.
La città, oggi più che mai, ha bisogno di chiarezza. Non può esserci ambiguità quando si tratta di difendere la trasparenza dell’azione amministrativa. Parte della maggioranza non intende restare inerte né avallare con il proprio silenzio un sistema che continua a proteggere chi ha agito in modo opaco, bizzarro e in alcuni casi addirittura scellerato.

L’inerzia, in questo contesto, non è più neutrale: diventa complicità. E chi ha scelto il silenzio – ammonisce Affinito – deve assumersene la responsabilità politica e istituzionale.
La presa di distanza non è un atto di rottura, ma di verità: chi fa politica, chi ha un ruolo pubblico, ha il dovere morale e civile di dire da che parte sta. Soprattutto quando si tratta di denunciare atti bizzarri, scellerati, e di chiarire che non si è solidali con chi li ha compiuti. I perseverare dell’inerzia segnerà la fine dell’esperienza amministrativa.

Afragola: PNRR, il dirigente pro tempore Michele Punzo: “la politica sapeva”. Il MoVimento 5 Stelle chiede al Governo se è vero

Afragola – Il MoVimento 5 Stelle, attraverso i suoi rappresentanti in Parlamento, (onorevoli Riccardo Ricciardi, Alessandro Caramiello e Pasqualino Penza) ha presentato una interrogazione a risposta scritta rivolta al Ministro per gli Affari Europei, il PNRR e le Politiche di Coesione, e al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, per far luce su una controversa variante tecnica e contabile adottata nell’ambito dei lavori PNRR nel Comune di Afragola, in particolare per il progetto PINQuA del Rione Salicelle.

Al centro della questione, la determinazione dirigenziale n. 1300 dell’8 luglio 2025, con cui il dirigente del settore PNRR del Comune di Afragola, architetto Michele Punzo, ha approvato una perizia di variante che modifica in modo sostanziale alcune delle migliorie tecniche con cui la ditta aggiudicataria si era aggiudicata l’appalto da oltre 11 milioni di euro.

Infissi e cappotto: migliorie cancellate, costi aumentati

Secondo quanto evidenziato nell’interrogazione parlamentare, la variante ha sostituito infissi in alluminio con PVC e un sistema a cappotto corazzato con una versione meno costosa a fissaggio meccanico. Queste modifiche rappresentano un’inversione rispetto alle migliorie proposte in sede di gara, che avevano permesso all’impresa di ottenere un alto punteggio tecnico. Paradossalmente, però, la variante non ha comportato una riduzione dei costi, bensì un incremento di spesa di oltre 560.000 euro.

Ulteriori interrogativi sono stati sollevati sul fatto che i materiali modificati siano stati già installati in cantiere prima dell’approvazione della perizia, e che i mandati di pagamento per l’anticipazione del 20% all’impresa siano stati emessi prima della determinazione ufficiale, mettendo in dubbio la regolarità amministrativa e contabile dell’intero procedimento.

A scatenare la reazione del MoVimento 5 Stelle è stata però una dichiarazione pronunciata in Consiglio comunale dallo stesso dirigente Michele Punzo, che, incalzato sulle responsabilità politiche della variante, ha affermato – non senza ironia – che “la politica era a conoscenza della variante”. Una frase che ha lasciato interdetti molti presenti, anche perché il sindaco di Afragola, Antonio Pannone, ha più volte dichiarato pubblicamente di non essere stato informato della variante.

Il MoVimento 5 Stelle interpella “la politica in persona”. Ed è proprio partendo da questa ambigua ammissione che i parlamentari del MoVimento 5 Stelle hanno deciso di rivolgersi “alla politica in persona”, ovvero ai massimi vertici istituzionali: il Ministro delle Infrastrutture e il Ministro del PNRR. Se, come sostenuto dal dirigente, la politica era effettivamente a conoscenza della variante, di quale politica si parlava? Chi era stato informato, se il sindaco afferma di non saperne nulla?

Con questa interrogazione, il MoVimento 5 Stelle chiede se il Ministero fosse a conoscenza della variante, se abbia valutato la legittimità delle modifiche, e se approva l’operato del dirigente, che ha introdotto modifiche rilevanti al progetto senza riduzione dei costi, con materiali di qualità inferiore, e con modalità che sollevano forti dubbi procedurali.

In particolare, viene chiesto al Governo:

“Se il Ministero fosse a conoscenza che i materiali oggetto di variante siano stati posti in opera prima dell’approvazione della perizia e della relativa determina.”

Inquietanti interrogativi all’attenzione anche degli inquirenti mentre, in attesa della risposta ufficiale del Governo, resta aperta una domanda cruciale: chi sapeva davvero cosa?

Afragola – PNRR, incarichi tecnici nel mirino del Consiglio: “Affidamenti senza competenze, né titoli”

Ad Afragola si accende un nuovo fronte di polemica sulla gestione dei progetti legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Sette consiglieri comunali, con in testa Marianna Salierno – prima firmataria – e a seguire Crescenzo Russo, Vincenzo De Stefano, Antonio Iazzetta, Antonio Caiazzo, Raffaele Botta e Gennaro Giustino, hanno presentato un’interrogazione consiliare che punta dritto al cuore dell’apparato tecnico comunale.

Nel documento, i firmatari sollevano gravi perplessità sull’affidamento di ruoli chiave all’interno dei cantieri PNRR – come la direzione dei lavori e il coordinamento della sicurezza – a figure professionali reclutate per funzioni amministrative e, in molti casi, alla prima esperienza lavorativa. Una prassi che, secondo i consiglieri, sarebbe stata adottata senza alcuna verifica dei titoli accademici richiesti, delle esperienze maturate o delle polizze assicurative obbligatorie.

Uno degli episodi più emblematici citati nell’interrogazione riguarda una professionista iscritta all’Albo dei Pianificatori (sezione A, settore “pianificazione”), che – pur non avendo il titolo di architetto – è stata incaricata come Direttore dei Lavori per un’opera pubblica vincolata dalla Soprintendenza. Non solo: la stessa figura avrebbe apposto la propria firma su documenti ufficiali presentandosi formalmente come “architetto”, in palese violazione delle normative professionali.

Ma i consiglieri non puntano solo il dito contro i tecnici: a finire sotto accusa è l’intera filiera decisionale interna al Comune. “È evidente – si legge in una nota a margine – che tali incarichi non sono frutto di semplici sviste, ma di una gestione superficiale e pericolosa da parte della dirigenza del PNRR, che non ha operato le necessarie verifiche sui requisiti professionali e assicurativi”.

“Affidare ruoli così delicati a figure non qualificate – ha dichiarato la consigliera Marianna Salierno – significa mettere a rischio non solo la regolarità degli interventi, ma anche la sicurezza dei cantieri e la legittimità dell’intera gestione dei fondi pubblici”.

L’interrogazione sarà discussa nella prossima seduta del Consiglio comunale. Intanto, cresce l’attesa per le risposte dell’amministrazione e per eventuali sanzioni da parte dell’Ordine degli Architetti chiamato in causa sulla vicenda.