Afragola – Concorso di stabilizzazione PNRR. Partono le denunce.

Afragola – Dopo i sequestri dei documenti dei concorsi dell’azienda consortile ad opera dei Carabinieri e dopo la richiesta di accesso agli atti dei concorsi PNRR , che avrebbe dovuto consentire la piena verifica delle modalità di valutazione dei vincitori del concorso, l’ente non ha fornito documentazione ritenuta fondamentale per accertare l’effettiva regolarità della procedura. Ed è da qui che partono le denunce.

Ancora una volta i concorsi legati al PNRR rischiano di diventare, nel più breve tempo possibile, oggetto di verifiche da parte dell’autorità giudiziaria, dell’autorità amministrativa, dell’ANAC e della Corte dei Conti.

Una procedura apparsa dubbiosa sin dall’inizio. Dalla documentazione acquisita emergerebbe infatti che alcuni commissari valutatori non avrebbero dichiarato il proprio stato di incompatibilità oggettiva rispetto ai candidati esaminati, limitandosi a generiche dichiarazioni di parentela, circostanza che, se confermata, sarebbe in contrasto con i principi di imparzialità, trasparenza e pubblicità che disciplinano i concorsi pubblici.

Ulteriore stupore deriva dal fatto che, a fronte di una richiesta esplicita volta a sapere se fossero stati avviati procedimenti disciplinari, sanzionatori o censori nei confronti di soggetti accusati di aver modificato o sabotato il sistema informatico, l’ente non abbia ritenuto opportuno fornire alcuna documentazione.

Una procedura ormai consolidata: selezionare gli atti da consegnare, omettere documenti, limitare l’accesso alle informazioni, senza giustificarne le motivazioni o la stessa esistenza di questi documenti, impedendo così alle parti danneggiate di poter esercitare pienamente il proprio diritto di difesa.

Circostanza già verificatasi in precedenza anche nell’ambito dell’atroce delitto di Martina, quando il tecnico di parte, su incarico del difensore della famiglia, presentò formale richiesta di accesso agli atti ai sensi della Legge n. 241/1990 e dell’art. 391-quater c.p.p., norma che consente al difensore di acquisire documentazione utile nell’ambito di un procedimento penale. Anche in quel caso furono necessari numerosi solleciti agli uffici comunali per ottenere atti che avrebbero dovuto essere nella piena disponibilità dell’ente, ma che non hanno mai trovato un riscontro completo. Neanche alla domanda se questi atti esistessero o meno.

Si trattava di documenti relativi ai progetti del PNRR. Una selezione degli atti che sarebbe proseguita nonostante le richieste inoltrate all’allora sindaco di Afragola, successivamente al commissario prefettizio e agli uffici competenti, senza che vi fosse mai una risposta esaustiva.

Ricordiamo che il concorso di stabilizzazione prevedeva l’assunzione a tempo indeterminato di tutti e nove i funzionari e collaboratori coinvolti nella procedura. Dei nove, però, sarebbero stati selezionati soltanto quelli che, secondo quanto riferito nelle denunce, rispondevano alle “indicazioni dell’amministrazione”, ovvero soggetti ritenuti fidelizzati all’apparato politico-amministrativo. Saltando quelli che invece erano primi in graduatoria nella selezione per titoli (veri) ed esame (scritto) grazie al quale avevano intrapreso il rapporto lavorativo con l’ente.

Mancano anche i verbali di valutazione dove si evinceva che sono stati preferiti candidati con una valutazione sufficiente a discapito di chi invece aveva una eccellente. A riprova che fornire tale documentazione avrebbe reso palese che le scelte bizzarre della commissione.

E indovinate chi seleziona e trasmette le carte: un membro della commissione esaminatrice.

Ma chi sono quelli che sono poi stati ritenuti idonei? Tra questi verrebbero ricordati la nipote di un assessore, un assessore in carica di un altro Comune e altri soggetti riconducibili direttamente o indirettamente all’attività politica dell’amministrazione.

Ulteriore elemento di gravità riguarderebbe il fatto che, nelle stesse procedure, sarebbe stata dichiarata idonea alla stabilizzazione una persona che, contemporaneamente, risultava destinataria di una procedura di licenziamento per dichiarazioni mendaci e per assenza dei requisiti necessari all’esercizio dell’attività svolta.

La stessa persona sarebbe stata successivamente segnalata alla Procura della Repubblica per ipotesi di esercizio abusivo della professione e dichiarazioni mendaci in atto pubblico.

Eppure, nonostante ciò, la commissione l’avrebbe comunque ritenuta idonea alla stabilizzazione. Circostanza ancora più rilevante se si considera che, secondo quanto riportato nelle denunce, i componenti della commissione erano già in possesso della documentazione necessaria per verificare immediatamente la mancanza dei requisiti richiesti.

Ricordiamo inoltre che il dirigente del PNRR si dimise. Così come si dimisero il presidente della commissione consiliare Franco Fusco, l’assessore al PNRR Antonio Giacco, il direttore dei lavori del PINQuA e infine anche il sindaco, in una lunga catena di dimissioni mai realmente chiarite né motivate pubblicamente.

Secondo indiscrezioni e ammissioni informali, alcune di queste dimissioni sarebbero state determinate da forti pressioni politiche esercitate durante lo svolgimento dell’attività amministrativa e tecnica.

Da qui ripartono dunque, nel pieno della campagna elettorale, le verifiche sui concorsi del PNRR, sui concorsi interni alla macchina comunale e su quelli dell’azienda speciale.

Ricordiamo inoltre che è recente la notizia del sequestro degli atti relativi ad altre procedure concorsuali, nell’ambito di verifiche che riguarderebbero l’inserimento, in maniera poco chiara, di dirigenti, funzionari, mogli, figli e soggetti direttamente collegati agli apparati amministrativi all’interno delle strutture pubbliche.

Ora si attendono, nel più breve tempo possibile, chiarimenti ufficiali e soprattutto l’esito delle verifiche delle autorità competenti.

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