Afragola – C’è qualcosa di profondamente inquietante nella vicenda della scuola Addolorata.
Qualcosa che va oltre il semplice diniego di una sala per un comizio elettorale.
Qualcosa che racconta perfettamente il modo in cui questo sistema amministrativo interpreta le regole: elastiche con alcuni, invalicabili con altri.
La storia è semplice.
La lista Mastella, candidata nel campo largo, chiede di utilizzare gli spazi dell’Addolorata per una manifestazione politica. Non stiamo parlando di un rave abusivo, di un’occupazione, di un’irruzione. Parliamo di una richiesta formale per utilizzare uno spazio che, fino a poco prima, sarebbe stato tranquillamente utilizzato anche da altri soggetti politici.
Arriva persino la comunicazione ex art. 18 TULPS in cui si precisa che il comizio si sarebbe svolto “in un’area del cortile non interessata da cantieri”, “pienamente fruibile” e “accessibile in totale sicurezza”.
Poi però accade qualcosa.
Improvvisamente compare il fantasma del cantiere PNRR.
Il dirigente del settore PNRR e il direttore dei lavori (che sono la stessa persona) trasmettono una nota in cui si vieta l’utilizzo degli spazi sostenendo che l’edificio sarebbe interessato da un cantiere “tuttora in piena attività”, interferente con le aree scolastiche e incompatibile con la sicurezza pubblica.
Ed è qui che il castello inizia a scricchiolare.
Perché se quel cantiere è davvero così pericoloso da impedire un comizio di un paio d’ore, allora qualcuno dovrebbe spiegare ai cittadini come sia possibile che centinaia di bambini frequentino quotidianamente quegli stessi ambienti.
Come funziona?
Il pericolo vale solo per gli avversari del sistema?
I cantieri diventano pericolosi soltanto quando a chiedere una sala sono liste di opposizione che contestano il sistema politico-amministrativo che ha governato la città?
Oppure il rischio non esiste affatto e il richiamo alla sicurezza è diventato soltanto uno strumento burocratico da usare selettivamente?
Domande legittime.
Talmente legittime che persino le suore dell’istituto, travolte da comunicazioni contraddittorie provenienti dallo stesso Comune, sono state costrette a chiedere chiarimenti ufficiali, parlando apertamente di “difficoltà e incertezza” create da atti incompatibili tra loro.
E qui emerge il vero volto della vicenda.
Non è soltanto una questione politica.
È una questione amministrativa.
È il riflesso di una gestione del potere dove le regole sembrano cambiare a seconda di chi si trova davanti.
E tutto questo avviene proprio attorno a lavori PNRR già finiti al centro di polemiche pesantissime.
Lavori gestiti, almeno in una fase delicatissima, da soggetti contestati per assenza dei requisiti professionali previsti dalla legge. Figure sulle quali sono state avanzate accuse gravissime, dall’esercizio abusivo della professione fino all’inadeguatezza tecnica nella gestione di interventi su immobili vincolati.
Ma il Comune sembra non imparare mai nulla.
Perché il problema non riguarda soltanto questa vicenda.
È un metodo.
È la stessa città dove troppo spesso si scopre che incarichi pubblici delicati finiscono a persone prive dei requisiti richiesti.
La stessa città dove commissioni di concorso dimenticano incompatibilità.
La stessa città dove il merito viene sostituito dalla fedeltà.
La stessa città dove il sistema si protegge utilizzando la burocrazia come uno scudo contro chi prova a metterlo in discussione.
Alla fine resta soltanto una domanda.
La scuola Addolorata è sicura oppure no?
Perché se è sicura per centinaia di bambini ogni mattina, allora dovrebbe esserlo anche per un comizio politico.
Se invece non è sicura, allora il problema non è il comizio.
Il problema è tutto il resto.
Intanto, la consigliera Maria Carmela Sepe, alla luce delle evidenti contraddizioni amministrative emerse dagli atti e delle anomalie relative alla gestione della vicenda, si è riservata di presentare un esposto presso la Procura della Repubblica e presso l’Arma dei Carabinieri affinché venga verificato l’eventuale malagestio delle attività dirigenziali connesse alla gestione del cantiere PNRR e dei provvedimenti adottati.