Caivano – Sulla vicenda Boys Caivanese, più che le volgari polemiche, meritano attenzione i fatti.
Il comunicato diffuso dall’Amministrazione comunale chiarisce un principio tanto semplice quanto importante: il titolo sportivo di una società non può essere “consegnato” al Sindaco, né il Comune può diventarne proprietario, iscrivere una squadra al campionato o sostenerne direttamente i costi con risorse pubbliche. Il titolo appartiene alla società e ai suoi soci, secondo le regole del diritto sportivo.
Questo, però, non significa voltarsi dall’altra parte.
Anzi. Angelino spiega di essersi già attivato nei giorni scorsi, incontrando la società e avviando contatti con imprenditori del territorio per verificare la possibilità di costruire un progetto capace di garantire un futuro alla Boys. Da qui nasce la convocazione di un tavolo istituzionale aperto alla dirigenza, ai tifosi, agli imprenditori e a tutti coloro che intendano dare un contributo concreto.
Il messaggio è chiaro: il Comune non può sostituirsi alla proprietà, ma può favorire il dialogo, mettere attorno allo stesso tavolo i soggetti interessati e creare le condizioni affinché una storia lunga 118 anni possa continuare.
Una posizione che, al di là delle opinioni politiche, appare coerente con il ruolo che la legge assegna a un’Amministrazione comunale.
È evidente che quando un’Amministrazione sente il dovere di precisare perfino che il titolo sportivo di una società non può essere trasferito al Sindaco, non sta sminuendo il valore simbolico di un appello. Sta semplicemente facendo chiarezza, spiegando ai cittadini quali sono gli strumenti che un Comune può realmente utilizzare e quali, invece, non gli sono consentiti dall’ordinamento.
E, a questo punto, una battuta ci sia concessa.
Non ci sembra che la comprensione del comunicato del Sindaco avesse come prerequisito un abbonamento a ChatGPT Plus. Se così fosse, suggeriremo all’Ufficio Stampa di allegare ai prossimi comunicati una versione “base”, più breve e con qualche nota esplicativa, così da evitare che anche i concetti più lineari finiscano per essere fraintesi.