Afragola -La Giunta non è il traguardo. È solo il punto di partenza.

Afragola – Da oltre un mese, il dibattito politico afragolese sembra essersi cristallizzato attorno a un’unica questione: la nomina della Giunta comunale.

È una discussione legittima. Anzi, in parte inevitabile. La composizione della squadra di governo rappresenta il primo vero atto politico di un sindaco e costituisce anche un segnale della solidità della maggioranza che lo sostiene. Per questo motivo è naturale che cittadini, osservatori e forze politiche si interroghino sui tempi e sui nomi.

Al tempo stesso, però, sarebbe un errore ridurre l’intera fase di avvio della nuova amministrazione esclusivamente a questo tema.

È innegabile che molti si aspettassero una Giunta già definita. Una nomina più rapida avrebbe probabilmente spento sul nascere indiscrezioni, interpretazioni e ricostruzioni che, in assenza di comunicazioni ufficiali, finiscono inevitabilmente per alimentare il dibattito politico. È una considerazione oggettiva, non una critica.

Il sindaco ha scelto di attendere la proclamazione del nuovo Consiglio Comunale, prevista per il 13 luglio. È una scelta che rientra nelle sue prerogative e che ha una sua logica istituzionale. Sarà il tempo a dire se questa impostazione si rivelerà la più opportuna anche sul piano politico.

Ciò che colpisce, tuttavia, è un altro aspetto.

In queste settimane sembra quasi che la Giunta sia diventata il metro esclusivo con cui misurare il futuro dell’intera amministrazione. Come se bastasse leggere una lista di assessori per poter stabilire, fin dal primo giorno, se un mandato sarà un successo oppure un fallimento.

La politica, però, raramente funziona così.

Le cronache amministrative sono piene di Giunte accolte con entusiasmo e poi rivelatesi deludenti, così come di squadre inizialmente contestate che hanno saputo conquistare credibilità attraverso il lavoro quotidiano. La qualità di un governo locale non dipende soltanto dai nomi, ma dalla capacità di trasformare un programma elettorale in decisioni concrete, di affrontare i problemi e di mantenere gli impegni assunti con i cittadini.

C’è poi un elemento che merita una riflessione, anche con un pizzico di ironia.

Le richieste più pressanti affinché la Giunta venga nominata arrivano, nella maggior parte dei casi, da persone che quella Giunta non dovranno comporla. È il segno di quanto la politica ami riempire i vuoti con le ipotesi, le indiscrezioni e le attese. È una dinamica comprensibile, perfino fisiologica. Ma non sempre aiuta a elevare il livello del confronto pubblico.

Una volta nominata la Giunta, infatti, il dibattito non finirà. Anzi, inizierà davvero.

Da quel momento non conteranno più le indiscrezioni, ma gli atti. Non conteranno più gli equilibri interni, ma le scelte amministrative. Non conterà più chi siede attorno al tavolo della Giunta, ma la capacità di quella squadra di affrontare le questioni che interessano la comunità.

Per questo motivo sarebbe auspicabile che, accanto alla curiosità sui nomi, si iniziasse a discutere anche delle priorità amministrative, delle strategie e della visione che guiderà Afragola nei prossimi anni.

La nomina della Giunta è certamente un passaggio importante. Ma resta un passaggio.

La politica, quella che incide davvero sulla vita dei cittadini, comincia il giorno dopo.

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