Afragola – Il 13 luglio, alle ore 12, nel Salone Mariani del Palazzo Municipale, saranno proclamati i componenti del nuovo Consiglio comunale. La cerimonia sarà trasmessa in diretta sul canale YouTube AfragolaTV.
Lunedì 13 luglio, alle ore 12, nel Salone Mariani del Palazzo Municipale, saranno proclamati i componenti eletti del nuovo Consiglio comunale di Afragola, dopo le consultazioni amministrative del 24 e 25 maggio 2026.
La cerimonia, trasmessa integralmente sul canale YouTube ufficiale “AfragolaTV”, segnerà l’avvio formale della nuova consiliatura guidata dal sindaco Gennaro Giustino.
Da quel momento finirà definitivamente la sospensione istituzionale seguita al voto e comincerà la politica vera: quella degli atti, delle scelte, degli incarichi e delle responsabilità.
Per qualcuno inizieranno le danze. Qualcun altro comincerà a sguainare le sciabole, dentro e fuori dal Consiglio comunale. Noi saremo fuori dalla porta con la clava della vigilanza, pronti a ricordare gli impegni assunti e le ragioni che hanno spinto migliaia di cittadini a chiedere una rottura netta con il passato.
Il voto, infatti, non ha espresso soltanto una preferenza per un sindaco o per una coalizione. Ha rappresentato anche il rifiuto di un sistema che aveva progressivamente offuscato la casa comunale, trasformando troppo spesso l’appartenenza in titolo, la vicinanza in merito e l’intermediazione in potere.
Nel nuovo Consiglio resteranno reduci di quella stagione, nostalgici del suo mentore e persone ancora legate a quelle logiche. La loro presenza, però, non potrà diventare l’alibi per conservare ciò che la città ha chiesto di superare.
Ogni amministrazione costruisce inevitabilmente un sistema. Lo fa attraverso le persone che sceglie, i criteri che adotta, le porte che apre e quelle che continua a tenere chiuse. Per questo il problema non è se nascerà un nuovo sistema, ma quale sarà la sua natura.
Afragola merita un “sistema giusto”, fondato sulle capacità, sulle competenze e sul merito.
Non merita un “sistema familistico”, nel quale contano i cognomi, le parentele e le appartenenze. Non merita un “sistema ludopatico”, costruito sul soddisfacimento delle patologie personali, sugli azzardi e sulla distribuzione interessata delle opportunità. Non merita un “sistema clericale”, fondato sull’obbedienza, sulle investiture e sulla protezione dei gruppi. E non merita neppure un “sistema 2.0”, nel quale l’informazione viene piegata fino a diventare strumento di pressione, condizionamento o di estorsione.
La città non ha chiesto semplicemente nuovi amministratori. Ha chiesto un sistema giusto.
Lo hanno gridato a gran voce in tanti, quando gli altri drogati dal “sistema del mentore” non vedevano una città che li rigettava, con tutti i suoi ingranaggi.
Lunedì si apriranno le porte del Salone Mariani. Da quel momento capiremo, insieme, se la città ha imboccato la strada giusta .