Afragola – Arcangelo Ausanio: Tra le tante opposizioni, quella che parla dei problemi reali della città

Afragola – La prima seduta del nuovo Consiglio comunale ha restituito ai cittadini una prima certezza: l’opposizione non è un blocco unico. È composta da anime diverse, interessi differenti e sensibilità politiche che interpretano in maniera profondamente diversa il ruolo del consigliere comunale.

C’è chi privilegia lo scontro politico, chi concentra i propri interventi sulle norme e sulle procedure regolamentari e chi, invece, sceglie di riportare il dibattito sui problemi reali e immediati che i cittadini di Afragola si trovano ad affrontare quotidianamente.

Tra questi ultimi si è distinto il consigliere Arcangelo Ausanio.

Il suo è stato uno dei pochi interventi realmente spontanei, pronunciato senza un copione, senza costruzioni artificiose e, soprattutto, senza la ricerca dell’effetto scenico. Un intervento genuino che, in alcuni passaggi, è sembrato essere persino frainteso dallo stesso sindaco Gennaro Giustino, ma che aveva un obiettivo molto chiaro: mettere immediatamente al centro dell’attenzione dell’Aula le difficoltà concrete della città.

Arcangelo Ausanio ha scelto di parlare del problema dei rifiuti, una delle criticità più antiche e irrisolte di Afragola. Una questione che nasce dall’incontro, o meglio dallo scontro, tra due responsabilità diverse.

Da una parte c’è una parte della comunità che continua quotidianamente a infrangere le più elementari regole del vivere civile, abbandonando rifiuti lungo le strade e concentrandoli sistematicamente in alcuni punti della città. Dall’altra ci sono le inefficienze e le carenze organizzative della società incaricata della raccolta, che troppo spesso sembra trovare proprio nell’inciviltà dei cittadini la giustificazione per non garantire un servizio puntuale ed efficace.

Responsabilità certamente differenti, ma che finiscono per produrre lo stesso risultato: degrado urbano, disagi per i residenti, problemi igienico-sanitari e un’immagine della città che continua inevitabilmente a risentirne.

Arcangelo Ausanio non si è limitato, però, a denunciare le responsabilità degli altri. Il passaggio più significativo del suo intervento è stato probabilmente quello dell’autocritica.

Il consigliere ha ricordato di aver già affrontato questi stessi problemi durante la precedente esperienza amministrativa, riconoscendo apertamente di non essere riuscito, da esponente della maggioranza, a trovare le soluzioni che i cittadini si aspettavano.

In sostanza, il suo messaggio è stato chiaro: “non ne siamo stati capaci noi e mi auguro che oggi possiate esserne capaci voi.”

Un’ammissione rara nel linguaggio politico, nel quale molto spesso si preferisce cancellare il passato, attribuire ogni responsabilità agli avversari o costruire giustificazioni di comodo. Arcangelo Ausanio, invece, ha riconosciuto i limiti dell’esperienza amministrativa di cui ha fatto parte, augurandosi che la nuova maggioranza riesca a risolvere almeno quei problemi essenziali che riguardano la vivibilità, l’igiene, il decoro urbano e l’immagine della città.

Non è probabilmente un caso che Arcangelo Ausanio sia riuscito nel tempo a costruire e consolidare un consenso elettorale importante, crescendo in maniera costante anche in termini numerici fino a raggiungere circa 1.200 preferenze.

Un consenso che, secondo la nostra lettura, non nasce dalla quantità degli interventi pronunciati in Consiglio comunale né da una presenza costruita artificialmente nelle cronache politiche. Al contrario, la sua esperienza consiliare è stata caratterizzata da pochi interventi, quasi sempre strettamente attinenti ai problemi affrontati, mai pretestuosi e difficilmente riconducibili a semplici prese di posizione di facciata.

Il consenso di Arcangelo Ausanio nasce soprattutto dal rapporto con un elettorato che non si limita a ricevere dalla politica, ma che spesso mette a disposizione delle forze politiche la propria partecipazione, la propria fiducia e la propria capacità di rappresentare i problemi dei quartieri.

Chi possiede un elettorato di questo tipo difficilmente può limitarsi a discutere esclusivamente di articoli, commi e regolamenti. È chiamato, prima di tutto, a dare voce alle difficoltà quotidiane di chi vive la città e chiede risposte concrete.

Anche nella prima seduta della nuova consiliatura Arcangelo Ausanio ha confermato questo approccio. Mentre una parte del dibattito si sviluppava prevalentemente su questioni procedurali, regolamentari e politiche, il consigliere ha riportato l’attenzione sul decoro urbano, sulla raccolta dei rifiuti, sull’igiene pubblica e sulla vivibilità dei quartieri.

Temi forse meno utili alla rappresentazione dello scontro politico, ma certamente più vicini alle preoccupazioni dei cittadini.

Tra le diverse anime dell’opposizione, quello di Arcangelo Ausanio è apparso uno dei discorsi più veri e concreti. Non perché fosse privo di contenuto politico, ma perché ha scelto di trasformare la politica in rappresentanza delle istanze quotidiane, senza utilizzare i problemi della città come semplice pretesto per attaccare la nuova amministrazione.

Se queste saranno le premesse del suo mandato, è ragionevole attendersi un’attività di opposizione improntata alla coerenza, alla serietà e soprattutto alla concretezza.

Sarà naturalmente il tempo a stabilire se questo metodo riuscirà davvero a contraddistinguerlo rispetto alle altre componenti della minoranza. Tuttavia, la prima seduta ha lasciato intravedere un modo differente di interpretare l’opposizione: meno interessato alla rappresentazione dello scontro e più concentrato sulla conoscenza pragmatica dei problemi e sulla necessità di rappresentare le istanze dei cittadini.

Ed è proprio questa capacità di rimanere legato alle esigenze concrete del proprio elettorato che, secondo noi, potrà premiare il suo lavoro e distinguerlo dalle altre opposizioni presenti in Consiglio comunale.

L’intervento ha avuto anche un momento profondamente personale.

Arcangelo Ausanio ha deciso di spiegare pubblicamente il motivo per cui è solito indossare gli occhiali da sole anche durante le sedute del Consiglio comunale, una scelta che in passato aveva suscitato curiosità e qualche osservazione.

Con sincerità ha raccontato la propria esperienza legata a una malattia oncologica, spiegando come l’utilizzo degli occhiali rappresenti per lui una forma di sicurezza e uno strumento utile nella gestione dell’ansia che ha accompagnato il suo percorso personale.

Lo ha fatto quasi scusandosi, consapevole che le normali regole del buonsenso istituzionale suggerirebbero di non indossare occhiali da sole all’interno dell’Aula. Ma ha scelto di aprirsi e di raccontare pubblicamente una fragilità personale, chiarendo il significato di un gesto che potrebbe essere facilmente frainteso da chi non conosce la sua storia.

È stato un momento raccontato senza enfasi e senza la ricerca della commozione, nel quale la politica ha lasciato spazio alla persona.

Probabilmente il momento più autentico e pertinente tra gli interventi pronunciati dalle opposizioni nel corso della prima seduta del nuovo Consiglio comunale.

Lascia un commento