Caivano – Angelino: «Chi di fango ferisce, di querela perisce»

CAIVANO – «Chi di fango ferisce, di querela perisce».

Antonio Angelino sceglie una formula netta per intervenire sulle polemiche che, nelle ultime settimane, hanno accompagnato la vicenda dell’appalto per l’igiene urbana a Caivano.

Il sindaco respinge con fermezza quella che definisce una vera e propria operazione di manipolazione strumentale delle notizie, costruita per delegittimare l’amministrazione, mettere in discussione il lavoro degli uffici e alimentare un clima di sospetto intorno alla gestione del servizio.

Secondo Angelino, dietro questa narrazione vi sarebbe una regia politica e mediatica ben precisa, alimentata da soggetti nei confronti dei quali, riferisce il primo cittadino, sarebbero già state presentate querele per diffamazione a mezzo stampa.

Il sindaco individua inoltre un collegamento tra questa campagna e alcune iniziative politiche e parlamentari degli ultimi mesi.

Il riferimento è soprattutto all’interrogazione n. 4-06575 presentata nel dicembre 2025 da un deputato del Movimento 5 Stelle, nella quale venivano richiamate presunte stabilizzazioni a tempo indeterminato, nel cantiere dell’igiene urbana, di soggetti indicati come vicini ad ambienti criminali.

Angelino contesta radicalmente quella ricostruzione.

Secondo quanto afferma il primo cittadino, quelle assunzioni non sarebbero mai avvenute nei termini descritti negli articoli e successivamente richiamati nell’interrogazione parlamentare.

Una vicenda che, nella ricostruzione del sindaco, si sarebbe quindi rivelata una vera e propria «bolla di sapone».

Angelino sottolinea inoltre un altro elemento.

I fatti oggetto delle contestazioni sarebbero stati antecedenti al suo insediamento, avvenuto il 2 dicembre 2025.

Nonostante questo, il 24 dicembre dello stesso anno sarebbe stato proprio il sindaco a trasmettere un dettagliato esposto alla Procura della Repubblica e ai Carabinieri chiedendo di verificare ogni eventuale irregolarità.

Un passaggio che Angelino rivendica oggi come dimostrazione della volontà dell’amministrazione di non nascondere nulla e di affidare ogni verifica agli organi competenti.

Ma il punto sul quale il sindaco insiste maggiormente riguarda quella che definisce una contraddizione evidente.

Secondo Angelino, infatti, gli stessi soggetti che fino a pochi mesi fa denunciavano il rischio derivante da determinate assunzioni oggi accuserebbero l’amministrazione di non essersi attivata per favorire l’assunzione di alcuni lavoratori da parte della società affidataria.

Una posizione che il primo cittadino sintetizza in maniera molto semplice: se la ditta assume, si grida al condizionamento; se l’amministrazione non interviene sulle assunzioni, si parla di disinteresse nei confronti dei lavoratori.

Ed è proprio qui che Angelino traccia una linea netta.

La politica non raccomanda e non decide chi una società privata deve assumere.

Né il sindaco né gli altri componenti dell’amministrazione, sostiene Angelino, interverranno mai per indicare alla società affidataria chi assumere e chi no.

Le ingerenze, le raccomandazioni e le logiche clientelari, afferma, appartengono a un passato che Caivano deve lasciarsi definitivamente alle spalle.

Questo, però, non significa ignorare i diritti dei lavoratori.

Angelino richiama infatti quanto rappresentato dal Direttore dell’esecuzione del contratto e dal responsabile del settore Ambiente, sostenendo che la gestione del personale e le relative verifiche ricadano nell’ambito delle responsabilità del gestore del servizio.

Eventuali diritti dei lavoratori, quindi, dovranno essere fatti valere nei confronti della ditta e nelle sedi previste dalla legge e dal contratto, senza trasformare la tutela del personale in una pressione politica sulle assunzioni.

Ma ormai lo scontro supera il terreno amministrativo.

Angelino accusa apertamente il deputato caivanese del Movimento 5 Stelle di utilizzare interrogazioni parlamentari e ricostruzioni giornalistiche per alimentare una strategia di delegittimazione nei confronti dell’amministrazione.

Secondo il sindaco, l’obiettivo sarebbe quello di creare le condizioni politiche per riportare Caivano verso un nuovo scioglimento dell’Ente per condizionamento della criminalità organizzata.

È una valutazione politica molto pesante, della quale Angelino si assume pienamente la responsabilità.

Il sindaco richiama anche il passato politico dello stesso deputato e contesta quella che considera una volontà sistematica di trasformare ogni vicenda amministrativa in un nuovo caso politico.

Da qui l’affondo finale.

Per Angelino, non si può utilizzare il diritto di critica come alibi per alterare i fatti, lanciare accuse senza indicare elementi concreti o costruire una narrazione capace di produrre sospetti senza assumersi la responsabilità delle proprie affermazioni.

Ed è su questo terreno che il primo cittadino annuncia una linea altrettanto netta: alle accuse ritenute diffamatorie si risponderà nelle sedi opportune.

Nessuna pressione, sostiene Angelino, condizionerà l’azione dell’amministrazione.

Nessun tentativo di delegittimazione sposterà il Comune dalla tutela dell’interesse pubblico.

E soprattutto, chiarisce il sindaco, nessuno potrà pensare di ottenere consenso, silenzio o condizionamento attraverso campagne mediatiche costruite sul sospetto.

«Non abbiamo nulla da nascondere», è il messaggio finale.

Il terreno dello scontro, a questo punto, non è più soltanto l’appalto per l’igiene urbana.

È diventato il rapporto tra politica, informazione, controllo dell’azione amministrativa e responsabilità delle parole.

Ed è proprio qui che Angelino sceglie di alzare il livello della risposta:

«Chi di fango ferisce, di querela perisce».

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