AFRAGOLA – Settembre sarà il primo vero esame politico per la nuova amministrazione. Non soltanto per gli atti da approvare, ma soprattutto per verificare compattezza, metodo e capacità della maggioranza di trasformare il programma elettorale in scelte concrete di governo.
È questo il senso dell’intervento di Lello Botta, consigliere comunale di “A Viso Aperto”, che guarda alla prossima sessione di bilancio come al primo passaggio realmente significativo per la coalizione che sostiene il sindaco Gennaro Giustino.
Il primo appuntamento sarà il DUP, il Documento unico di programmazione, che dovrà essere approvato dalla Giunta e rappresenterà la base sulla quale costruire il primo bilancio dell’amministrazione.
Botta non nasconde le difficoltà legate alla situazione finanziaria dell’Ente e richiama il dissesto come uno dei principali limiti entro i quali la nuova amministrazione dovrà muoversi.
Ma proprio per questo, sostiene il consigliere, sarà necessario dare fin da subito un segnale politico riconoscibile.
L’obiettivo indicato è quello di accelerare il percorso di uscita dal dissesto finanziario, riportando progressivamente il Comune verso una condizione di normalità amministrativa e recuperando una maggiore capacità di programmazione.
Ma è soprattutto sul terreno politico che Botta alza l’asticella.
Il bilancio, secondo il consigliere di A Viso Aperto, dovrà dimostrare se le diverse anime della maggioranza saranno realmente capaci di costruire una visione comune della città, confrontandosi sulle priorità e arrivando a un documento che rappresenti concretamente il programma di governo.
Ed è qui che arriva il passaggio probabilmente più politico del suo intervento:
«Una filiera certa, partecipata, dove ognuno fornisce il proprio contributo di idee all’interno di una sola visione di governo. Senza padrini, senza padroni».
Una frase che va evidentemente oltre la semplice discussione sui numeri del bilancio.
Botta rivendica infatti quella che considera una vera discontinuità rispetto al passato: Sindaco, Giunta e Consiglio comunale devono tornare a essere gli unici luoghi nei quali vengono assunte le decisioni sul governo della città.
Niente centri decisionali esterni. Niente scelte costruite altrove e successivamente ratificate dalle istituzioni.
Per il consigliere sarebbe questa la prima vera “rivoluzione di normalità” della nuova stagione politica afragolese: restituire centralità alle istituzioni locali e responsabilità piena a chi è stato eletto dai cittadini.
Una normalità che, nelle parole di Botta, assume quasi il valore di una conquista politica: riportare le decisioni dentro il Palazzo comunale e sottrarle a condizionamenti esterni rispetto agli organi democraticamente eletti.
Settembre, dunque, sarà molto più del mese del DUP e del bilancio.
Sarà il momento nel quale la maggioranza dovrà dimostrare, atti alla mano, se quella discontinuità rivendicata durante la campagna elettorale è già diventata un vero metodo di governo.