Afragola – Sarà il maestro Domenico Sepe a realizzare il monumento che la città di Afragola dedicherà alla memoria di Martina Carbonaro. Una scelta dal forte valore simbolico, affidata a un artista originario di Afragola le cui opere scultoree, da anni, trovano spazio in piazze, luoghi pubblici e contesti museali in diverse città italiane.
È questo uno degli elementi più significativi della proposta approvata all’unanimità dal Consiglio comunale di Afragola, su iniziativa del sindaco Gennaro Giustino e della Giunta comunale, per la realizzazione, all’interno del cimitero cittadino, di un’opera destinata a custodire nel tempo il ricordo di Martina.
Quella del monumento non è però una decisione maturata soltanto nelle ultime settimane. Come ricordato dallo stesso sindaco nel corso della seduta, si tratta di una volontà che aveva cominciato a prendere forma già nei giorni immediatamente successivi all’omicidio di Martina, quando Giustino aveva rappresentato ai suoi più stretti collaboratori l’intenzione di lasciare alla città un segno concreto e permanente della memoria della giovane.
Un’idea che ha poi trovato una prima concreta attuazione nelle settimane successive all’insediamento della nuova amministrazione. Poco dopo l’elezione e la formazione della Giunta, il sindaco incontrò infatti lo scultore Domenico Sepe, coinvolgendolo direttamente nella definizione artistica dell’iniziativa.
Fu proprio in quell’occasione che Sepe realizzò il primo bozzetto del monumento, traducendo in forma plastica l’idea di un’opera capace di unire memoria, dolore e valore civile. Quel bozzetto, come ha sottolineato lo stesso sindaco durante il Consiglio comunale, è lo stesso progetto oggi allegato alla delibera approvata dall’Assise.
Il voto del Consiglio rappresenta quindi il passaggio istituzionale conclusivo di un percorso avviato già nei giorni più drammatici della vicenda e portato avanti, sin dall’insediamento della nuova amministrazione, con il coinvolgimento diretto dell’artista.
Alla seduta del Consiglio comunale erano presenti anche i genitori di Martina, che hanno assistito a un momento particolarmente intenso e partecipato.
Il presidente del Consiglio comunale ha proposto all’Aula di osservare un minuto di silenzio in memoria di Martina. Un momento di raccoglimento profondo, al termine del quale l’intera Assise si è stretta simbolicamente attorno alla famiglia con un lungo applauso.
Nel corso della seduta è intervenuto anche l’onorevole Francesco Emilio Borrelli, che in questi mesi è stato vicino alla famiglia e ha seguito con attenzione e partecipazione una vicenda che ha profondamente segnato Afragola e l’opinione pubblica nazionale.
Nel suo intervento, Borrelli ha ricordato Martina e ha richiamato il significato che la sua storia deve continuare ad avere nel dibattito pubblico: non soltanto il ricordo di una giovane vita spezzata, ma anche un monito contro la violenza sulle donne, contro la cultura del possesso e contro ogni forma di sopraffazione all’interno delle relazioni affettive.
La presenza dei genitori, l’intervento delle istituzioni, il minuto di silenzio e l’applauso dell’Aula hanno restituito il senso di una comunità che, a distanza di tempo, continua a sentire quella tragedia come una ferita collettiva.
Martina aveva appena 14 anni quando venne brutalmente uccisa dal suo ex fidanzato dopo la fine della loro relazione. Un femminicidio che ebbe una vastissima eco nazionale, non soltanto per la ferocia del delitto, ma perché ripropose nella sua forma più drammatica uno dei tratti ricorrenti della violenza di genere: l’idea del possesso, l’incapacità di accettare la fine di una relazione e il rifiuto della libertà di scelta dell’altra persona.
È anche per questo che la realizzazione del monumento assume un significato che va oltre il semplice ricordo commemorativo.
L’opera dovrà diventare un segno permanente contro ogni forma di violenza sulle donne, un luogo della memoria, ma anche uno strumento capace di parlare alle nuove generazioni e di ricordare quanto sia necessario lavorare sul rispetto, sulla libertà e sull’educazione ai sentimenti.
La scelta di affidarne la realizzazione a Domenico Sepe aggiunge all’iniziativa anche un forte valore culturale e identitario. Sarà infatti un artista nato ad Afragola, ma conosciuto ben oltre i confini cittadini, a tradurre attraverso la scultura il dolore, la memoria e il significato civile che la città intende affidare a quest’opera.
Un artista afragolese chiamato, attraverso l’arte, a custodire il ricordo di una giovane afragolese e di una storia che ha segnato profondamente l’intera comunità.
Con il voto unanime del Consiglio comunale, con la presenza della famiglia, con il ricordo affidato alle parole delle istituzioni e con il contributo artistico di Domenico Sepe, Afragola compie così un passo concreto per trasformare la memoria di Martina in un segno destinato a restare.
Non soltanto un monumento.
Ma un luogo della memoria e un messaggio rivolto al futuro.