Afragola – Avevamo chiesto di verificare i titoli. Abbiamo avuto ragione… di nuovo!

Afragola – Mesi fa avevamo sollevato la questione quando quei documenti sembravano non interessare a nessuno. Per aver chiesto verifiche abbiamo ricevuto insulti, intimidazioni e minacce. Oggi c’è un decreto della Regione Campania: i controlli sulle dichiarazioni e sugli atti prodotti da un professionista per l’iscrizione nell’elenco regionale dei coordinatori degli Ambiti sociali hanno avuto esito negativo. La Regione ne ha dichiarato la decadenza e revocato l’iscrizione.

Il passaggio decisivo è nei riscontri degli enti. L’Azienda consortile ha certificato che una disposizione di servizio non trova riscontro nei propri registri. Il Comune di Afragola ha riferito che altri due atti non risultano nel suo sistema documentale e che ai numeri di protocollo indicati dal dichiarante, corrisponde documentazione estranea alla vicenda. È quanto riporta il decreto dirigenziale n. 364 del 18 settembre 2026, pubblicato sul BURC il 21 settembre. Non una voce. Un atto della Regione. La nomina del direttore si basa su presupposti che non trovano alcun fondamento nelle dichiarazioni rese.

Il decreto dispone anche la trasmissione degli atti all’autorità giudiziaria, che valuterà gli eventuali profili di reato. Sul piano amministrativo, intanto, una risposta è arrivata: quei protocolli andavano controllati. Qualcuno che doveva farlo all’epoca non lo ha fatto. E quando sono stati fatti hanno portato alla revoca dell’iscrizione.

Restano aperte le altre questioni che abbiamo sollevato. C’è l’affidamento tramite MePA del servizio di comunicazione dell’ente diretto dallo stesso professionista. Una lettera di contestazione inviata in questi giorni alla ditta affidataria dallo stesso ente solleva interrogativi sulle attività svolte e mai documentate a fronte dei pagamenti ricevuti. Eppure, per difendere chi aveva operato quella selezione, qualcuno era pronto a mettere la mano sul fuoco. Fatto poi solva la circostanza che oltre a scottarsi pare abbia preso fuoco. Noi chiediamo ancora di conoscere gli atti, le prestazioni effettivamente rese e le ragioni dei pagamenti.

Avevamo segnalato anche il ruolo dello stesso professionista in commissioni esaminatrici e chiesto verifiche sugli incontri avvenuti nei parcheggi del Comune tra persone legate alle procedure concorsuali, dirigenti dell’ente che avevano la duplice veste di padri di famiglia. Incontri che abbiamo ritenuto imbarazzanti e inopportuni, insieme ai dubbi sollevati sui risultati di alcuni concorsi. La notte prima degli esami, canterebbe qualcuno. Anche su questo attendiamo gli esiti delle verifiche.

E non è la prima volta che questo accade, lo avevamo già denunciato con i concorsi PNRR (Il finto architetto) e da qualche tempo sospettiamo e stiamo preparando la documentazione anche di un ingegnere Junior mancate di abilitazione all’esercizio della professione magistrale prevista dal bando.

Intanto il sistema comincia a delinearsi. Si delineano i rapporti solidali tra i suoi membri: chi opera, chi verifica, chi raccoglie e chi fa da staffetta con il raccolto, percorrendo la strada dei tratturi, mimetizzato tra ovini e caprini. È l’immagine allegorica di fatti e rapporti che abbiamo già portato nelle nostre denunce, esposti e segnalazioni a conoscenza degli organi competenti . Spetta, ora, alle autorità accertarli; a noi al massimo continuare a mantenerne in piedi la memoria: porre le domande che qualcuno avrebbe preferito soffocare tra insulti e minacce intimidazioni.

Questa storia ci vede impegnati da tempo nel recupero di una verità documentale che ha interessato un decennio dell’amministrazione comunale. Il decreto della Regione non dà risposta a tutto. Dice però una cosa precisa: avevamo ragione a chiedere che quei documenti fossero verificati.

Continueremo proprio in quei settori dove hanno cercato di colpirci, e racconteremo di come quei settori della macchina comunale deviati e solidali con il sistema ludopatico-crelicale hanno agito e agiscono.

E non intendiamo fermarci qui.

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