Casoria – Russo sul futuro del CAM: «Il Museo di Arte Contemporanea non deve chiudere»

Casoria – È l’avv. Vincenzo Russo a richiamare l’attenzione sulle difficoltà che stanno mettendo a rischio il futuro del CAM, il Museo di Arte Contemporanea di Casoria, una realtà che negli anni ha dato alla città una dimensione culturale capace di andare ben oltre i confini locali.

Russo racconta di aver incontrato alcune settimane fa il direttore Antonio Manfredi, dal quale avrebbe ricevuto un quadro tutt’altro che rassicurante: costi di gestione cresciuti, disservizi ancora irrisolti, difficoltà sempre più pesanti da sostenere e un rapporto con le istituzioni che, negli ultimi due anni, non avrebbe garantito al museo il sostegno necessario.

Da qui il suo intervento, che non si limita alla difesa di una struttura ma pone una questione più ampia sul ruolo che il CAM ha avuto e può continuare ad avere per Casoria.

«Il Museo di Arte Contemporanea non deve chiudere. Casoria non può perdere la sua cultura», afferma Russo, ricordando come la presenza di un museo di questo livello rappresenti per una città un patrimonio difficilmente sostituibile. Non soltanto per le opere custodite o per le esposizioni organizzate, ma perché intorno a uno spazio culturale si costruiscono relazioni, arrivano artisti e visitatori, si coinvolgono scuole e associazioni e, soprattutto, si offre alla città la possibilità di essere conosciuta anche per ciò che produce sul piano culturale.

Il CAM, in questi anni, ha rappresentato proprio questo: un punto di contatto tra Casoria e una scena artistica molto più ampia, con una vocazione internazionale che ha contribuito a dare al territorio un’identità diversa da quella raccontata abitualmente.

Per Russo sarebbe quindi un errore lasciare che le difficoltà economiche e gestionali conducano lentamente alla chiusura. Occorre, piuttosto, aprire subito un confronto tra Comune, direzione del museo, istituzioni sovracomunali, associazioni e realtà culturali, verificando quali strumenti possano garantire continuità al progetto.

«Una città che perde un museo non perde soltanto uno spazio fisico. Perde una parte della propria identità, della propria memoria e soprattutto della propria capacità di immaginare il futuro».

È su questo che Russo chiede una risposta concreta: non una difesa di principio, ma la volontà di evitare che una delle esperienze culturali più riconoscibili di Casoria venga lasciata spegnersi proprio nel momento in cui avrebbe bisogno di essere sostenuta e rilanciata.

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