Afragola – Quando la comunicazione politica corre più veloce dei fatti, prima o poi inciampa.
È quello che sta accadendo sulla vicenda della nuova “Casa dei Bambini” dell’Istituto Comprensivo Afragola 1 “Marconi”, inaugurata il 24 settembre e realizzata anche grazie alla donazione degli arredi da parte di De Ponte Innovazioni.
Dopo i tentativi di rivendicare una qualche paternità politica dell’iniziativa da parte della ex candidata alla carica di Sindaco, poi uscita pesantemente sconfitta A. Iroso, è intervenuto Ciro D’Alessandro, presidente del Consiglio d’Istituto e sottoscrittore del verbale autorizzativo del progetto, mettendo nero su bianco un punto semplice:la precedente amministrazione non avrebbe avuto alcun ruolo né influenza nella realizzazione della sezione montessoriana.
D’Alessandro prende atto soltanto del fatto che, durante quella consiliatura, siano stati avviati i lavori PNRR che hanno interessato l’istituto.
Ed è bene tenere distinti i due piani.
I lavori finanziati con il PNRR appartengono alla precedente stagione amministrativa. A quella gestione vanno riconosciuti gli eventuali meriti per averli programmati e avviati. Distintamente, qualora venissero accertate responsabilità contabili, amministrative o politiche relative alle scelte compiute, alle varianti approvate, alle modalità di esecuzione dei lavori o alle conseguenze che ne sono derivate, esse dovranno essere ricondotte a chi quegli interventi li ha programmati, approvati e gestiti.
La “Casa dei Bambini” è un’altra storia.
Le cronache dell’inaugurazione indicano infatti che il progetto è stato sostenuto da De Ponte Innovazioni, che ha curato progettazione e arredi del nuovo ambiente didattico.
Il resto è semplicemente una comunicazione da principianti.
Quando si ha il terrore di perdere centralità, spazio o peso politico, si finisce per rincorrere tutto. Un nastro tagliato, una scuola, un progetto, una fotografia. E nella corsa a intestarsi anche ciò che non si è costruito, il rischio è quello di lanciare boutade fragili, facilmente verificabili e altrettanto facilmente smentibili.
Questa volta non è servita neppure una replica politica.
A rimettere le cose al loro posto è stato direttamente il Presidente del Consiglio d’Istituto.
Ed è forse questo l’aspetto più imbarazzante della vicenda: non una polemica tra maggioranza e opposizione, ma una ricostruzione smentita da chi quel progetto lo ha seguito e autorizzato.
D’Alessandro chiude con una frase che vale più di molti comunicati:
«La demagogia lasciamola agli Antichi Greci: oggi godiamoci i risultati».
Tradotto: prima i fatti, poi i post.
Perché la comunicazione, quando diventa affanno, smette di costruire consenso e comincia a produrre autogol.