Afragola – Altro che Alessandra Iroso e Biagio Castaldo. Nella minoranza afragolese, chi sta dimostrando capacità di aggregazione politica è Mauro Di Palo.
Con l’ingresso di Benito Zanfardino, Futuro Nazionale porta a due i propri rappresentanti in Consiglio comunale (l’altra è Rosaria Pecchia) e diventa la pattuglia di partito più numerosa dell’opposizione. Il movimento di Vannacci trova così nel suo coordinatore cittadino una figura capace di raccogliere adesioni e modificare gli equilibri della coalizione.
L’ex assessore della giunta Pannone conquista spazio senza sedere tra i banchi del Consiglio. Alessandra Iroso ha guidato la coalizione alle elezioni. Biagio Castaldo ha raccolto un consistente consenso personale. Ma è Di Palo a trasformare i rapporti politici in una presenza di partito più forte dentro l’aula.
La Lega resta con il solo Francesco Fusco. Forza Italia, nonostante i voti raccolti, conta sul solo Giacinto Baia. Futuro Nazionale arriva invece a due consiglieri, diventando la calamita di una minoranza che si sposta verso una destra più radicale di quella rappresentata dalla Lega.
È questa la svolta politica: dietro la contesa sulla leadership dell’opposizione, cresce il peso di chi riesce a mettere insieme persone e appartenenze. Una capacità che attribuisce a Di Palo una centralità concreta, al di là della visibilità dei singoli protagonisti.
La minoranza assume così le sembianze di un animale a tre teste: Iroso, Biagio Castaldo e Di Palo. Tre riferimenti, tre ambizioni di guida, ma un’unica coda, ancora legata alla storia politica delle precedenti amministrazioni.
È la prova provata che, per fare politica, non serve prendere la parola in Consiglio comunale. Mentre altri parlano o tentano di farlo, Mauro Di Palo aggrega e sposta gli equilibri.
A chi chiederanno le preferenze alle prossime elezioni i rappresentanti della Lega?