Dopo il deludente risultato di Forza Italia alle amministrative in Campania, arriva anche una clamorosa operazione di appropriazione politica che rischia di trasformarsi nell’ennesima figuraccia per il coordinatore regionale Fulvio Martusciello e, questa volta, persino per il vicepremier Antonio Tajani.
Nelle ore successive al voto, infatti, dai vertici azzurri sono arrivate dichiarazioni trionfalistiche sui risultati ottenuti nei comuni al voto, con Forza Italia pronta ad intestarsi le vittorie di Trentola Ducenta e Terzigno. Peccato però che la realtà politica racconti tutt’altro.
A Trentola Ducenta il neo sindaco Michele Apicella ha costruito una coalizione totalmente civica, senza alcuna lista riconducibile a Forza Italia. Nessun simbolo azzurro, nessuna presenza ufficiale del partito, nessun radicamento politico che possa giustificare l’esultanza dei vertici regionali. Una vittoria nata lontano dalle logiche dei partiti tradizionali e costruita esclusivamente sul territorio.
Situazione praticamente identica a Terzigno, dove il neo sindaco Salvatore Carillo ha ottenuto un’affermazione netta e schiacciante grazie ad un progetto civico di centrodestra che ha saputo intercettare consenso popolare senza il peso dei partiti. Anche qui, Forza Italia ha inciso poco o nulla. Anzi, la vittoria è arrivata proprio in un contesto dove la dimensione civica ha prevalso sulle appartenenze di partito.
Eppure, da Roma e dalla Campania, qualcuno ha provato ugualmente a mettere il cappello su risultati che non appartengono agli azzurri. Una dinamica che ormai sembra diventata il marchio di fabbrica di Martusciello: rivendicare successi dove Forza Italia non esiste o conta marginalmente.
Il precedente di Lacco Ameno, d’altronde, è ancora freschissimo. Comune annunciato con enfasi come “vittoria di Forza Italia” dal coordinatore regionale azzurro, salvo poi essere clamorosamente smentito pochi minuti dopo dal neo sindaco Domenico De Siano, che ha immediatamente preso le distanze da ricostruzioni partitiche forzate.
Un cortocircuito politico e comunicativo che certifica la difficoltà di Forza Italia in Campania: il partito non riesce più ad essere competitivo con il proprio simbolo e tenta di sopravvivere appropriandosi delle vittorie civiche altrui.
Il problema, però, è che questa strategia rischia adesso di coinvolgere anche Tajani, indotto probabilmente da informazioni parziali o troppo “ottimistiche” provenienti dai vertici regionali campani. E così, nel tentativo di salvare la faccia dopo settimane difficili, Forza Italia finisce per collezionare un’altra brutta figura pubblica.
Più che una prova di forza, quella andata in scena appare come la fotografia di un partito che in Campania fatica a trovare identità, candidati e consenso reale. E quando il simbolo non porta voti, resta solo la corsa ad intestarsi quelli degli altri.