Afragola – Finalmente ci siamo. Dopo settimane di conteggi, verifiche, riconteggi e controlli su voti di lista e preferenze, oggi sono stati proclamati ufficialmente i consiglieri comunali che siederanno, tra maggioranza e opposizione, nell’Assise cittadina per i prossimi cinque anni.
La campagna elettorale dovrebbe essere finita.
Nel centrodestra, invece, sembra non essersene accorto nessuno.
La coalizione continua a vivere dentro una confusione che non è soltanto politica, ma soprattutto comunicativa. Una comunicazione che prova a costruire ruoli, leadership e gerarchie che, evidentemente, nella realtà non sono mai state definite né condivise.
L’ultimo episodio porta la firma social dell’ex candidata a sindaco Alessandra Iroso.
C’è un dettaglio che, da solo, racconta tutto. Nella fotografia ufficiale della proclamazione, con tutti i consiglieri comunali di maggioranza e opposizione, Iroso è collocata in un angolo, parzialmente coperta dal vigile urbano in alta uniforme e, in alcune versioni dell’immagine, addirittura sacrificata dal taglio dell’inquadratura.
Nella foto istituzionale finisce ai margini.
Sui social, invece, torna immediatamente al centro.
Ed eccola rappresentata come guida dell’intera coalizione, circondata da tutti i simboli dei partiti e delle liste che avevano partecipato alle elezioni, comprese quelle che non hanno eletto neppure un consigliere comunale.
Dalla periferia della fotografia ufficiale al centro della politica sono bastati un post e una grafica.
Il problema è che quella rappresentazione contrasta apertamente con quanto sarebbe emerso nella recente riunione del centrodestra, durante la quale sarebbe stato ribadito che non esiste, almeno al momento, un leader riconosciuto dell’opposizione. Né una figura capace di rappresentare automaticamente tutti, né una lista autorizzata a parlare per l’intera coalizione.
Biagio Castaldo avrebbe inoltre chiarito di voler seguire una strada autonoma. E non si tratta di un dettaglio: Castaldo è stato il consigliere più votato del centrodestra, mentre Forza Italia è risultata la lista più votata della coalizione.
Due dati differenti, ma entrambi abbastanza pesanti da rendere quantomeno azzardata qualsiasi autoproclamazione social.
Alessandra Iroso è stata la candidata a sindaco della coalizione. Ma essere stati candidati non significa ricevere, dopo una sconfitta elettorale, il diritto perpetuo di comando su partiti, liste e consiglieri eletti.
La sua candidatura è stata sostenuta in maniera determinante dalla sottosegretaria Pina Castiello e dalla Lega. Ma Iroso non rappresenta direttamente una forza politica autonoma e radicata sul territorio, né può considerarsi automaticamente titolare di una leadership che gli eletti non risultano averle formalmente riconosciuto.
Il suo rapporto con Afragola nasce soprattutto dalla lunga esperienza amministrativa fatta di alti e bassi maturata all’interno del Comune come dirigente. Un rapporto professionale, ma che non equivale da solo a una legittimazione politica soprattutto perché non è autoctono.
A questo punto le ipotesi sono tre.
La prima è che Biagio Castaldo dica di voler essere autonomo, ma poi accetti comunque la linea dettata da Pina Castiello e riconosca Iroso come propria leader. Sarebbe una scelta legittima, ma dovrebbe avere il coraggio di dirlo chiaramente. “Coraggio e Coerenza”
La seconda è che si sia trattato di una fuga in avanti della stessa Iroso, nel tentativo di attribuirsi attraverso la comunicazione un ruolo che i numeri e gli eletti non le hanno ancora consegnato.
Una sorta di autocertificazione ( come quelle circolate in questi anni negli uffici) che la indicano come leadership. Senza marca da bollo, ma con tutti i simboli in bella vista.
La terza ipotesi è ancora più pesante: che dietro quella rappresentazione ci sia una precisa scelta politica di Pina Castiello, quasi a voler dire che, al netto delle dichiarazioni di autonomia di Castaldo, alla fine tutti dovranno comunque accodarsi.
Quale delle tre sia quella corretta dovranno spiegarlo i diretti interessati.
Perché quel post non è una semplice grafica. È una precisa rappresentazione politica: Iroso al centro e tutti gli altri piccoli e sottomessi, ordinatamente ricondotti sotto una guida che, però, nessuna riunione sembra aver riconosciuto. Anzi.
Ed è curioso che tutto questo avvenga proprio nel giorno della proclamazione degli eletti. Mentre gli organi competenti certificano chi è stato davvero scelto dai cittadini, sui social parte una seconda proclamazione: quella del capo dell’opposizione.
Una proclamazione privata, naturalmente.
Senza verbale, senza voto e soprattutto senza il consenso evidente di tutti gli eletti.
Il risultato è l’ennesima dimostrazione di una campagna comunicativa completamente sbagliata e, soprattutto, mai realmente condivisa.
Prima c’era “l’evoluzione necessaria”.
Adesso siamo passati al “controllo necessario”.
Uno slogan che avrebbe dovuto probabilmente evocare il ruolo dell’opposizione, ma che ha già prodotto sui social battute, sfottò e inevitabili riferimenti a visite mediche, screening e controlli specialistici.
Ma questa volta il problema non si ferma alla goliardia pubblica.
Nei gruppi WhatsApp frequentati dai consiglieri comunali avrebbero già iniziato a circolare messaggi vocali dal tono chiaramente dissidente, con giudizi durissimi su questi errori, su queste boutade e su una comunicazione costruita senza alcuna reale condivisione politica.
Quando una coalizione pubblica una cosa a nome di tutti e poi, nelle chat interne, cominciano a circolare vocali per prenderne le distanze, significa che il problema non è più soltanto comunicativo.
È politico.
Prima di controllare l’amministrazione Giustino, nel centrodestra sarebbe quindi opportuno controllare i propri post, i simboli utilizzati, le leadership inventate e, soprattutto, verificare se gli altri siano davvero d’accordo.
Altro che opposizione unitaria.
Qui il primo “controllo necessario” dovrebbe essere quello sulla coalizione stessa.