Afragola – Da oltre un mese, il dibattito politico afragolese sembra essersi cristallizzato attorno a un’unica questione: la nomina della Giunta comunale.
È una discussione legittima. Anzi, in parte inevitabile. La composizione della squadra di governo rappresenta il primo vero atto politico di un sindaco e costituisce anche un segnale della solidità della maggioranza che lo sostiene. Per questo motivo è naturale che cittadini, osservatori e forze politiche si interroghino sui tempi e sui nomi.
Al tempo stesso, però, sarebbe un errore ridurre l’intera fase di avvio della nuova amministrazione esclusivamente a questo tema.
È innegabile che molti si aspettassero una Giunta già definita. Una nomina più rapida avrebbe probabilmente spento sul nascere indiscrezioni, interpretazioni e ricostruzioni che, in assenza di comunicazioni ufficiali, finiscono inevitabilmente per alimentare il dibattito politico. È una considerazione oggettiva, non una critica.
Il sindaco ha scelto di attendere la proclamazione del nuovo Consiglio Comunale, prevista per il 13 luglio. È una scelta che rientra nelle sue prerogative e che ha una sua logica istituzionale. Sarà il tempo a dire se questa impostazione si rivelerà la più opportuna anche sul piano politico.
Ciò che colpisce, tuttavia, è un altro aspetto.
In queste settimane sembra quasi che la Giunta sia diventata il metro esclusivo con cui misurare il futuro dell’intera amministrazione. Come se bastasse leggere una lista di assessori per poter stabilire, fin dal primo giorno, se un mandato sarà un successo oppure un fallimento.
La politica, però, raramente funziona così.
Le cronache amministrative sono piene di Giunte accolte con entusiasmo e poi rivelatesi deludenti, così come di squadre inizialmente contestate che hanno saputo conquistare credibilità attraverso il lavoro quotidiano. La qualità di un governo locale non dipende soltanto dai nomi, ma dalla capacità di trasformare un programma elettorale in decisioni concrete, di affrontare i problemi e di mantenere gli impegni assunti con i cittadini.
C’è poi un elemento che merita una riflessione, anche con un pizzico di ironia.
Le richieste più pressanti affinché la Giunta venga nominata arrivano, nella maggior parte dei casi, da persone che quella Giunta non dovranno comporla. È il segno di quanto la politica ami riempire i vuoti con le ipotesi, le indiscrezioni e le attese. È una dinamica comprensibile, perfino fisiologica. Ma non sempre aiuta a elevare il livello del confronto pubblico.
Una volta nominata la Giunta, infatti, il dibattito non finirà. Anzi, inizierà davvero.
Da quel momento non conteranno più le indiscrezioni, ma gli atti. Non conteranno più gli equilibri interni, ma le scelte amministrative. Non conterà più chi siede attorno al tavolo della Giunta, ma la capacità di quella squadra di affrontare le questioni che interessano la comunità.
Per questo motivo sarebbe auspicabile che, accanto alla curiosità sui nomi, si iniziasse a discutere anche delle priorità amministrative, delle strategie e della visione che guiderà Afragola nei prossimi anni.
La nomina della Giunta è certamente un passaggio importante. Ma resta un passaggio.
La politica, quella che incide davvero sulla vita dei cittadini, comincia il giorno dopo.
Caivano punta sulla cultura per riappropriarsi degli spazi pubblici: il sindaco Angelino presenta il cartellone estivo “Esterno Giorno”
Caivano – La cultura come strumento di partecipazione, di aggregazione e di rigenerazione sociale. È questa la visione che accompagna “Esterno Giorno”, il cartellone degli eventi estivi promosso dall’Amministrazione comunale di Caivano e presentato dal sindaco Antonio Angelino attraverso un messaggio rivolto alla cittadinanza.
Per il primo cittadino, l’estate rappresenta un’occasione per restituire centralità agli spazi pubblici, trasformando piazze, strade e cortili in luoghi di incontro, confronto e condivisione.
«L’estate a Caivano è un racconto da vivere insieme», afferma Angelino, spiegando come il progetto nasca dall’idea di riportare le persone a vivere la città attraverso appuntamenti dedicati ad arte, musica, teatro, cinema, letteratura e iniziative sulla salute.
Il titolo della manifestazione richiama volutamente il linguaggio cinematografico. “Esterno Giorno” è infatti l’indicazione che identifica una scena girata all’aperto, alla luce del sole. Una scelta simbolica che, nelle intenzioni dell’Amministrazione, rappresenta il desiderio di portare la cultura fuori dagli spazi tradizionali, rendendola accessibile a tutti e diffusa nei diversi quartieri della città.
Secondo il sindaco, una comunità cresce quando crea occasioni di incontro: quando una famiglia trascorre una serata insieme, quando un bambino scopre qualcosa di nuovo, quando un artista incontra il proprio pubblico o semplicemente quando i cittadini tornano a vivere gli spazi comuni.
Il filo conduttore dell’edizione 2026 sarà quello delle radici, intese come memoria, identità e appartenenza, ma anche come punto di partenza per costruire nuove opportunità attraverso la creatività, la partecipazione e il coinvolgimento del territorio.
Accanto alle associazioni locali e agli artisti caivanesi, il programma prevede anche la presenza di ospiti di rilievo nazionale, con un calendario che accompagnerà l’intera stagione estiva.
Per Angelino, il cartellone non rappresenta soltanto una successione di eventi culturali, ma un invito rivolto ai cittadini a riappropriarsi della propria città, riscoprendo il valore dello stare insieme e della partecipazione alla vita della comunità.
L’obiettivo dichiarato è quello di trasformare gli spazi pubblici in luoghi di socialità, confermando la cultura come uno degli strumenti attraverso cui rafforzare il senso di appartenenza e contribuire alla crescita della città.
L’appuntamento è dunque con “Esterno Giorno”, il festival che accompagnerà l’estate caivanese e che, nelle intenzioni dell’Amministrazione comunale, punta a fare della cultura un’occasione concreta di incontro e di partecipazione collettiva.
Caivano – Tobia Angelino: «Più spazio ai giovani, interventi sulla viabilità e decoro urbano senza costi per il Comune»
Caivano – Una seduta consiliare caratterizzata da provvedimenti rivolti alle politiche giovanili, alla viabilità cittadina e al decoro urbano. È questo il bilancio tracciato dal consigliere comunale Tobia Angelino all’indomani del Consiglio comunale del 7 luglio, definito «di fondamentale importanza» per alcune delle principali iniziative avviate dall’amministrazione.
Tra i punti evidenziati dal consigliere figura l’approvazione del nuovo Regolamento del Forum della Gioventù, provvedimento che, nelle intenzioni illustrate, punta a rafforzare la partecipazione delle nuove generazioni alla vita amministrativa della città.
«Il nuovo Forum della Gioventù – sottolinea Angelino – darà la possibilità ai giovani della nostra città di portare avanti le istanze della nostra generazione e di supportare l’amministrazione nell’adozione delle politiche giovanili».
Nel corso della stessa seduta sono stati inoltre adottati tre atti di indirizzo dedicati alla viabilità. Secondo il consigliere, si tratta di strumenti programmatori che intendono fornire risposte alle criticità più volte segnalate dai cittadini, attraverso la predisposizione delle progettualità necessarie per affrontarle.
Angelino ha voluto rivolgere un ringraziamento ai componenti della Prima Commissione Consiliare, evidenziando il lavoro svolto durante la fase preparatoria degli atti. «Ringrazio tutti i membri della Commissione – afferma – che con serietà e spirito di collaborazione hanno contribuito alla loro elaborazione».
Tra le deliberazioni approvate trova spazio anche il partenariato pubblico-privato dedicato al decoro urbano. L’iniziativa, secondo quanto dichiarato dal consigliere, consentirà l’installazione di nuovi elementi di arredo urbano senza incidere sulle casse comunali, attraverso il coinvolgimento di soggetti privati.
Nelle conclusioni del proprio intervento pubblico, Angelino ha ribadito la volontà della maggioranza di proseguire nell’attività amministrativa, definendo «instancabile» l’impegno per la comunità e invitando i cittadini a continuare ad accordare fiducia al percorso intrapreso dall’amministrazione comunale.
Caivano – Domani il Consiglio comunale torna in aula: mobilità, servizi, giovani e sport tra i temi all’ordine del giorno
Caivano – Dopo il rinvio della precedente seduta, determinato dall’annullamento del Consiglio comunale a seguito di una questione procedurale legata ai tempi di deposito della documentazione, l’assemblea cittadina torna a riunirsi.
Il Consiglio comunale è convocato per domani, alle ore 18:30, presso l’Auditorium della scuola Rodari di Pascarola. Sul tavolo dell’assise arriveranno numerosi provvedimenti che interessano mobilità, viabilità, regolamenti comunali, politiche sociali e programmazione delle opere pubbliche.
Tra gli argomenti di maggiore rilievo figurano il progetto per la realizzazione di nuovi posti auto mediante la riorganizzazione dei marciapiedi di via Atellana, la ridefinizione dell’assetto viario di via Fratelli Rosselli e la proposta di una nuova infrastruttura stradale destinata a collegare via Caruso, via Catilina, via Marzano e la SS Sannitica nell’area di Pascarola.
All’esame dell’aula anche il piano per l’installazione di nuovi elementi di arredo urbano sull’intero territorio comunale, comprendente panchine, pensiline per il trasporto pubblico, fioriere, orologi e altre attrezzature destinate a migliorare la fruibilità degli spazi pubblici.
Sul fronte dei servizi e delle politiche sociali saranno discussi la concessione di locali comunali per finalità sociali, il nuovo regolamento del Forum dei Giovani, il regolamento per le agevolazioni di sosta dedicate ai veicoli elettrici e l’introduzione dei cosiddetti “permessi rosa”, destinati a facilitare la sosta delle donne in gravidanza.
Particolare attenzione sarà riservata anche all’appostamento delle risorse economiche necessarie alla realizzazione del futuro PalaCaivano, il nuovo palazzetto dello sport destinato ad ampliare la dotazione infrastrutturale cittadina.
Nel corso della giornata è stato inoltre integrato l’ordine del giorno con un ulteriore provvedimento di natura finanziaria: la modifica del regolamento relativo alla definizione agevolata delle entrate comunali, approvato con deliberazione consiliare n. 38 del 3 giugno 2026, attraverso la proroga dei termini previsti dagli articoli 2 e 3.
La seduta rappresenterà quindi un passaggio significativo per l’attività amministrativa, chiamata ad affrontare temi che spaziano dalla mobilità urbana alla fiscalità locale, passando per servizi ai cittadini, giovani e investimenti nelle infrastrutture sportive. Sarà il confronto in aula a definire l’esito dei singoli provvedimenti e a delineare le prossime scelte dell’amministrazione comunale.
Sistema 2.0: Una volta si chiamava “l’assicurazione” oggi la chiamano “comunicazione”
C’era un tempo in cui qualcuno la chiamava “assicurazione”. Oggi quella stessa logica, secondo molti, indossa abiti più eleganti (un eufemismo) e si presenta con un altro nome: comunicazione.
Non si vende più soltanto visibilità. Si lascia intendere che senza una determinata “protezione” mediatica si possa diventare il bersaglio di campagne diffamatorie. Che tali dinamiche siano riconducibili a singoli opportunisti o a sistemi più organizzati spetterà esclusivamente alla magistratura accertarlo. Ma il fenomeno, nelle sue manifestazioni, è ormai sotto gli occhi di tutti.
La vera novità, però, è antropologica.
Mai nella storia è stato così semplice autoproclamarsi professionisti della comunicazione. Basta una partita IVA, una pagina social e una biografia costruita con titoli autoattribuiti: editore, direttore, autore, produttore, filosofo, opinionista, comunicatore, strategist. Tutto insieme, spesso senza un reale percorso professionale, senza una formazione strutturata, senza una cultura deontologica. È la dimostrazione che oggi lo strumento è indifferente: ciò che conta è l’influenza che si riesce a esercitare sugli altri.
Ma il bersaglio non è più soltanto il politico l’amministratore o l’imprenditore che si rifiuta di pagare o contrattualizzare la comunicazione.
Sempre più spesso finiscono nel mirino i semplici cittadini. Persone comuni che hanno avuto l’ardire di commentare un post, di difendere il proprio sindaco, di sostenere pubblicamente un amministratore o semplicemente di esprimere un’opinione diversa. Non di rado vengono esposti alla gogna digitale con articoli, post, video e commenti costruiti per screditarli.
Vediamo infatti semplici funzionari o politici ritratti in abbigliamento o pose discutibili al solo fine di essere esposti al pubblico dileggio. Post diffamatori indirizzati in maniera allusiva a semplici cittadini e diffusi anche su più piattaforme attraverso bot e liste Broadcast.
Centinaia di condivisioni per semplici messaggi intimidatori e minatori fatti per essere da messaggio di avviso per gli interessati.
Secondo quanto denunciato da alcuni interessati, finiscono nel mirino anche semplici professionisti o colleghi, giornalisti destinatari di messaggi privati dal contenuto offensivo e intimidatorio, spesso introdotti con insulti e proseguiti con toni minacciosi. Episodi che, a quanto riferito, sono stati segnalati alle autorità competenti e, per gli aspetti deontologici, ai Consigli di disciplina dell’Ordine dei Giornalisti.
Ancora più inquietante è il fatto che, in alcuni casi denunciati, il bersaglio sembri diventare proprio chi decide di rivolgersi alla Procura della Repubblica per segnalare fatti che ritiene meritevoli di approfondimento e riguarderebbero amministratori o politici contrattualizzati dal sistema. Se tali circostanze trovassero conferma nelle sedi competenti, ci troveremmo davanti a un fenomeno di straordinaria gravità.
La sensazione è che si stia passando dalla fase sommersa a quella dell’ostentazione: non più soltanto la pressione esercitata nel silenzio, ma l’esibizione pubblica della capacità di colpire, screditare e perseguitare mediaticamente chi esprime un’opinione diversa. Se un simile modello dovesse trovare conferma nelle sedi competenti, ci troveremmo di fronte a un fenomeno di eccezionale gravità democratica.
Per questo l’auspicio è che la magistratura faccia piena luce su ogni eventuale responsabilità, che gli Ordini professionali esercitino con rigore le proprie funzioni disciplinari e che la parte sana della società civile prenda finalmente le distanze da ogni forma di intimidazione mascherata da comunicazione.
Perché informare è una professione, comunicare è una competenza, intimidire diffamare e minacciare non potrà mai diventare un mestiere.
Caivano – Boys Caivanese, il Sindaco Angelino chiarisce: il Comune non può prendere il titolo sportivo, ma può aiutare a costruire il futuro.
Caivano – Sulla vicenda Boys Caivanese, più che le volgari polemiche, meritano attenzione i fatti.
Il comunicato diffuso dall’Amministrazione comunale chiarisce un principio tanto semplice quanto importante: il titolo sportivo di una società non può essere “consegnato” al Sindaco, né il Comune può diventarne proprietario, iscrivere una squadra al campionato o sostenerne direttamente i costi con risorse pubbliche. Il titolo appartiene alla società e ai suoi soci, secondo le regole del diritto sportivo.
Questo, però, non significa voltarsi dall’altra parte.
Anzi. Angelino spiega di essersi già attivato nei giorni scorsi, incontrando la società e avviando contatti con imprenditori del territorio per verificare la possibilità di costruire un progetto capace di garantire un futuro alla Boys. Da qui nasce la convocazione di un tavolo istituzionale aperto alla dirigenza, ai tifosi, agli imprenditori e a tutti coloro che intendano dare un contributo concreto.
Il messaggio è chiaro: il Comune non può sostituirsi alla proprietà, ma può favorire il dialogo, mettere attorno allo stesso tavolo i soggetti interessati e creare le condizioni affinché una storia lunga 118 anni possa continuare.
Una posizione che, al di là delle opinioni politiche, appare coerente con il ruolo che la legge assegna a un’Amministrazione comunale.
È evidente che quando un’Amministrazione sente il dovere di precisare perfino che il titolo sportivo di una società non può essere trasferito al Sindaco, non sta sminuendo il valore simbolico di un appello. Sta semplicemente facendo chiarezza, spiegando ai cittadini quali sono gli strumenti che un Comune può realmente utilizzare e quali, invece, non gli sono consentiti dall’ordinamento.
E, a questo punto, una battuta ci sia concessa.
Non ci sembra che la comprensione del comunicato del Sindaco avesse come prerequisito un abbonamento a ChatGPT Plus. Se così fosse, suggeriremo all’Ufficio Stampa di allegare ai prossimi comunicati una versione “base”, più breve e con qualche nota esplicativa, così da evitare che anche i concetti più lineari finiscano per essere fraintesi.
Caivano – Angelino denuncia la macchina del fango: «Critiche sì, diffamazione no». Ora va chiarito anche chi c’è dietro.
Caivano – Il sindaco Antonio Angelino affida ai social un lungo messaggio nel quale traccia il bilancio dell’attività amministrativa dell’ultima settimana, rivendicando i risultati raggiunti su Villa Andersen, manutenzione urbana, servizi sociali, mobilità, Piano Urbanistico Comunale e lavoro delle commissioni consiliari.
Ma il passaggio destinato ad aprire il dibattito politico è un altro. Angelino denuncia l’esistenza di una sistematica campagna diffamatoria condotta attraverso menzogne, attacchi personali e perfino contenuti realizzati con l’intelligenza artificiale con l’obiettivo diffamatorio di delegittimare il Sindaco anche nella sua sfera intima e personale.
Il primo cittadino annuncia di aver già attivato gli strumenti di tutela previsti dall’ordinamento, ribadendo che la critica politica è sempre legittima, mentre non può esserlo la diffusione di notizie false o lesive della reputazione delle persone.
Particolarmente significativo è anche il riferimento alla sfera privata. Angelino lamenta che gli attacchi abbiano finito per coinvolgere persino la propria famiglia, oltrepassando quel limite che dovrebbe sempre separare il confronto politico dalla vita personale degli amministratori. Un confine che, indipendentemente dalle appartenenze politiche, merita rispetto.
La vicenda pone però anche un’altra questione. Se davvero esiste una campagna mediatica organizzata e sistematica, non basterà accertare le eventuali responsabilità di chi materialmente pubblica i contenuti. Sarà altrettanto importante comprendere se vi siano soggetti che coordinano, ispirano o alimentano questa strategia comunicativa e quali siano gli interessi che la sostengono.
Un interrogativo che assume un rilievo ancora maggiore perché, negli ultimi mesi, analoghe denunce sono state formulate anche da amministratori di altri Comuni del territorio, che hanno lamentato modalità comunicative riconducibili ai medesimi soggetti. Circostanza che, se trovasse riscontri oggettivi, farebbe emergere un fenomeno ben più ampio della semplice polemica politica locale.
La critica resta uno strumento indispensabile della democrazia. La diffamazione, la manipolazione dell’informazione e il coinvolgimento delle famiglie appartengono invece a un terreno completamente diverso. Ed è proprio su questo che, nel rispetto delle competenze dell’autorità giudiziaria, sarà importante fare piena chiarezza.
Caivano – Al via “CaiVa”: da lunedì 6 luglio parte la navetta gratuita che collega le frazioni al centro città
Caivano – Una navetta urbana gratuita per collegare le periferie ai principali servizi cittadini. È questa la novità annunciata dall’amministrazione comunale di Caivano, che da lunedì 6 luglio avvierà in via sperimentale il servizio “CaiVa”, pensato per facilitare gli spostamenti interni e migliorare l’accessibilità sul territorio.
Secondo quanto comunicato dal sindaco, il nuovo collegamento consentirà di mettere in rete le frazioni di Casolla e Pascarola con il centro cittadino e con i principali poli di interesse pubblico: scuole, aree verdi, centro sportivo, università, uffici comunali, area mercato e cimitero.
Particolare attenzione è stata riservata anche all’inclusione. Il mezzo sarà infatti accessibile e attrezzato per il trasporto delle persone con disabilità, con l’obiettivo di garantire il diritto alla mobilità in condizioni di autonomia e dignità.
Il servizio sarà inizialmente gratuito e avrà carattere sperimentale. Fermate e orari sono stati resi disponibili attraverso la grafica diffusa dal Comune e saranno successivamente consultabili anche sul sito istituzionale.
Nel presentare l’iniziativa, il sindaco ha rivendicato il metodo seguito dall’amministrazione: trasformare gli impegni assunti in interventi concreti.
«L’abbiamo detto e l’abbiamo fatto. Il senso di amministrare la cosa pubblica è proporre soluzioni che migliorino la vita dei cittadini e poi realizzarle davvero.»
Il primo cittadino ha inoltre ricordato le difficoltà ereditate dall’attuale amministrazione, chiedendo ai cittadini il tempo necessario per affrontare e risolvere le criticità ancora presenti, ribadendo l’impegno quotidiano dell’ente nel perseguire un percorso di rilancio della città.
Con “CaiVa”, Caivano aggiunge così un nuovo tassello alle politiche dedicate alla mobilità urbana, puntando su un servizio che, se confermerà i risultati della fase sperimentale, potrà diventare uno strumento stabile a supporto della vita quotidiana dei cittadini.
Puglianello – Il brindisi della resa: si festeggia una sconfitta travestita da strategia
Puglianello- Mentre Forza Italia stappa la Falanghina per una candidatura decisa dagli alleati, a Maddaloni Martusciello perde l’intera amministrazione comunale, passata a Fratelli d’Italia
C’è una cena, una bottiglia di Falanghina del Sannio e un racconto costruito a tavolino per trasformare una capitolazione in un trionfo. È il copione andato in scena a Puglianello, dove il deputato Francesco Maria Rubano e il segretario regionale Fulvio Martusciello hanno brindato alla candidatura di Claudio Cataudo alla Provincia di Benevento, presentandola come il frutto di una regia sapiente costruita “a quattro mani”. Peccato che i fatti raccontino una storia diversa.
Rubano, il 5 giugno, aveva scelto la strada della libertà di voto per gli amministratori azzurri: una mossa che gli alleati non hanno esitato a leggere come un tentativo di boicottare silenziosamente proprio la corsa di Cataudo, favorendo un’intesa con Clemente Mastella. Solo dopo il pressing di Lega e Fratelli d’Italia — e non certo per iniziativa propria — Forza Italia è tornata sui propri passi, allineandosi a una candidatura che il partito aveva prima osteggiato e poi, tardivamente, rivendicato come propria.
A certificare la versione opposta a quella del brindisi ci ha pensato Lucio Mucciacciaro, dirigente provinciale della Lega Salvini Premier, che non usa mezzi termini: parla di un Rubano “stanato” e costretto a fare marcia indietro, e ringrazia il commissario Domenico Parisi per aver tenuto in vita la candidatura “quando il segretario provinciale di Forza Italia aveva di fatto smontato il percorso unitario del centrodestra”. Un giudizio netto, che ribalta la narrazione della cena: non una strategia vincente, ma una correzione di rotta imposta dall’esterno.
Il quadro si aggrava se si guarda a Maddaloni, e questa volta il fallimento porta la firma diretta del coordinatore regionale Martusciello: non un singolo amministratore, ma l’intera amministrazione comunale lascia Forza Italia per approdare a Fratelli d’Italia. Un passaggio che pesa doppiamente, considerato che si trattava di un’adesione salutata appena un anno fa “in pompa magna” come un successo del partito in provincia di Caserta. Un’emorragia di questa portata, sommata al caso Sannio, racconta di una leadership regionale sempre più in difficoltà nel tenere insieme i propri territori.
Il brindisi di Puglianello, letto con questi elementi, assomiglia più a un tentativo di salvare la faccia che a una vittoria politica. E la sintesi più efficace, paradossalmente, arriva proprio da chi quella vittoria l’ha strappata a Forza Italia: “Rubano è stato ‘stanato’, le chiacchiere le lasciamo agli altri”.
Caivano – Angelino tende la mano alla Consulta Disabilità: «Nessuna contrapposizione, apriamo un tavolo permanente»
Caivano – Prosegue il confronto tra l’Amministrazione comunale di Caivano e la Consulta comunale per la Disabilità. Per domani è infatti previsto un nuovo incontro tra il sindaco Antonio Angelino, l’assessore alle Politiche sociali Giuseppe Precchia e i rappresentanti della Consulta, con l’obiettivo di rafforzare il dialogo istituzionale e definire insieme le priorità da affrontare nei prossimi mesi.
Il primo cittadino, attraverso una nota pubblica, ha voluto chiarire l’approccio dell’Amministrazione rispetto alle osservazioni e alle critiche giunte nelle ultime settimane. «Le critiche, quando nascono da un desiderio sincero di migliorare la nostra comunità, rappresentano sempre un valore prezioso», ha spiegato Angelino, sottolineando come il confronto sia considerato uno strumento indispensabile per migliorare l’azione amministrativa.
Diverso, invece, il giudizio del sindaco sulle polemiche che rischiano di assumere una connotazione politica o strumentale. «Quando prevalgono pregiudizi o contrapposizioni ideologiche – evidenzia Angelino – si rischia di allontanarsi dall’unico obiettivo che conta davvero: il benessere dei cittadini e, in particolare, delle famiglie e delle persone che vivono situazioni di maggiore fragilità».
L’Amministrazione rivendica il lavoro svolto nei primi sei mesi di mandato, annunciando al tempo stesso un momento pubblico di rendicontazione. Nei prossimi giorni, infatti, sarà organizzato un incontro aperto alla cittadinanza nel quale saranno illustrati nel dettaglio gli interventi già avviati, le risorse programmate e le azioni future in materia sociale e socio-sanitaria.
Secondo quanto comunicato dal Comune in una dettagliata relazione inviata alla Consulta, sono già state programmate risorse per oltre 276 mila euro destinate al potenziamento dei servizi sociali, con particolare attenzione ai progetti di inclusione sociale, ai percorsi di autonomia, al “Dopo di Noi”, alla “Vita indipendente” e agli interventi specialistici rivolti alle persone con disturbo dello spettro autistico.
«Le fasce deboli e il tema della disabilità non sono uno slogan, ma rappresentano una priorità assoluta per questa amministrazione», ribadisce il sindaco, che annuncia l’istituzione di un tavolo tecnico e operativo permanente.
Il nuovo organismo avrà il compito di affrontare le problematiche più urgenti, distinguere gli interventi immediatamente realizzabili da quelli che richiedono una programmazione di medio periodo e condividere con la massima trasparenza il quadro delle risorse economiche e strutturali disponibili.
«La collaborazione la immaginiamo guardandoci negli occhi, analizzando i problemi e trovando insieme le soluzioni», conclude Angelino, che nella sua duplice veste di sindaco e componente del Consiglio di amministrazione dell’Azienda Consortile A.C.C.C. N19 conferma la volontà di mantenere alta l’attenzione istituzionale sul tema.
L’invito rivolto alla Consulta è chiaro: sedersi attorno a un tavolo senza pregiudizi, mettendo al centro esclusivamente l’interesse della comunità e delle persone più fragili. Un appello al dialogo che punta a trasformare il confronto in uno strumento concreto di partecipazione e di costruzione condivisa delle politiche sociali cittadine.